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martedì 23 febbraio 2010

Una buonissima, sofficissima colomba di Pasqua, fatta in casa

colomba 2010



Eccoci quà a pensare alla Pasqua, Carnevale é finito da poco e la primavera si avvicina... La colomba di Pasqua è un dolce lievitato, classico e non tanto difficile da fare in casa. io ho avuto in regalo per Natale una planetaria che uso spesso e che mi facilita impastare dato che ho un tendine parzialmente lesionato alla spalla destra. Dovete sapere che fin da piccola le colombe pasquali a casa mia io le scoprivo...cioè quello che mangiavo era lo zucchero di granella sopra, e per rimediare mettevo lo zucchero a velo per coprire i buchi..per questo come vedrete dalle foto nella mia colomba ne ho messo tanto!! Questa ricetta l'ho scoperta l'anno scorso e ha avuto tanto successo, quest'anno l'ho riprovata in anticipo e devo assicurarvi che è veramente deliziosa, non si sente il lievito, è soffice, poco dolce e leggera.





Ingredienti:

gr 500 farina manitoba
12/13 di lievito di birra (preso in panetteria)
100 ml di latte intero tiepido
gr 100 zucchero semolato
gr 200 burro morbido (ottima marca, è fondamentale!)
3 uova intere
1 bacca di vaniglia
1 arancia grattuggiata
1 limone grattuggiato
gr 100 di arancia candita ( presa in drogheria, intera)
gr 100 uvetta sultanina
1 pizzico di sale

Per la copertura:

1 tuorlo
gr 100 mandorle con la buccia
granella di zucchero q.b.

Preparazione:
Lasciate ammorbidire il burro a temperatura ambiente.

Sciogliere il lievito di birra in un dito di acqua tiepida con 1 cucchiaino di zucchero.

Versare la farina a fontana e al centro unirvi, il burro morbido, le uova, lo zucchero, la vaniglia, la scorza grattugiata del limone e dell'arancio, l'anice, il lievito sciolto, a filo il latte tiepido e il sale in un angolino lontano dal lievito.

Lavorate a lungo, molto bene ed energicamente l'impasto che dovrà risultare liscio, omogeneo ed elastico, fate lievitare coperto in un luogo tiepido per circa 3 ore.


 
Mettere in ammollo l'uvetta in poca acqua e se volete un goccino di rum, dopo circa mezzoretta scolatela e asciugatela con cura infarinandola appena.



Riprendere l'impasto lavorarlo ancora un pochino e unirvi l'uvetta e l'arancia candita (o i canditi misti), trasferire il composto in uno stampo per colomba, o due se fossero piccolini, ben imburrato ed infarinato, l'impasto dovrà coprire i 3/4 dell'altezza della forma, quindi lasciare ancora lievitare in un luogo tiepido per circa 2 ore. (Deve arrivare al bordo.)



Ultima parte la copertura golosa:

Tostate separatamente le mandorle.

Tritate grossolanamente 3/4 delle mandorle.

Spennellate in maniera uniforme la superficie della colomba con il rosso d'uovo leggermente sbattuto, e uniteci le mandorle tritate grossolanamente più quelle intere, i pinoli e la granella di zucchero. Infornate a forno pre-riscaldato a 180° per circa un oretta e un quarto, con una pentolina con dell'acqua sulla base del forno, per la prima metà della cottura se possibile scegliere la fonte di calore solo sotto e per la seconda metà sotto e sopra, appena sarà ben dorata sarà pronta! ricetta tratta da http://www.cooker.net/

la mia Lulu che controlla...



lunedì 22 febbraio 2010

Primo piatto domenicale veloce e gustoso


Questo è stato il primo e unico piatto della mia domenica, avevo voglia di pasta...ho aperto il frigo e ho inventato un piatto gustoso e buono, almeno per me...

Ingredienti:
1 spicchio d'aglio
1 cavolo broccolo piccolino
2 fette di salame spesse
1 fetta di gorgonzola
pasta

Ho messo in una padella l'olio, lo spicchio d'aglio schiacciato, poi le 2 fette di salame a pezzetti, le cime del cavolo broccolo lavate e crude e in ultimo ho fatto fondere la fetta di gorgonzola, vi ho gettato la pasta al dente e mantecato il tutto con pepe appena macinato. Mi raccomando poco sale, perchè sia il salame che il gorgonzola sono saporiti! provate questo primo piatto e ditemi la vostra!


I cavoli appartengono alla famiglia delle crucifere, varietà Brassica. La parte edibile di queste piante è rappresentata dalle foglie (cavolo cappuccio, verza, cinese, marino, nero, cavolini di Bruxelles) o le inflorescenze ancora immature (broccolo, broccoletti, cavolfiore).

I cavoli sono un alimento molto importante poiché grazie al loro sapore caratteristico e le poche calorie ben si prestano a essere inseriti nei piatti della cucina Sì.

Qualità nutrizionali

Tutti i cavoli contengono quantità significative di vitamina C, acido folico, fibra, potassio, e alcune sostanze particolari come i tioossazolidoni, con effetto antitiroideo, e il sulforafano, che, assieme agli isotiocianati, si ritiene abbia un effetto protettivo contro i tumori intestinali.

La cottura distrugge parzialmente il contenuto vitaminico, in particolare della vitamina C.

Durante la cottura si formano composti solforati responsabili dell'odore tipico del cavolo cotto.

Al pari di altre verdure, sono alimenti molto sazianti e quindi sono molti utili in una alimentazione ipocalorica.

Varietà

I cavoli comprendono una grande varietà di piante, di seguito riportiamo le più utilizzate.

Broccolo

Il cavolo broccolo e il cavolo broccolo ramoso (nella foto), entrambi chiamati broccoli, sono due piante della famiglia dei cavoli la cui parte edibile è costituita dalle inflorescenze ancora immature.

Il cavolo broccolo ha un fusto corto e inflorescenze di colore verde intenso, i suoi fiori sono di colore biancastro, simili a quelli del cavolfiore ma molto più piccoli.

Il cavolo broccolo ramoso è simile al cavolfiore, si differenzia per il colore verde azzurro delle sue teste e per i piccoli germogli laterali chiamati broccoletti.

I broccoli si consumano previa cottura, lessati o a vapore.

Broccoletti

I broccoletti sono costituiti da piccoli ammassi floreali prodotti dal cavolo broccolo ramoso e dalle cime di rapa. Contengono quantità superiori di minerali e vitamine, ma c'è da dire che il loro peso è nettamente inferiore. Si preparano bolliti o al vapore, oppure saltati in padella con olio e aglio (famose le orecchiette con cime di rapa).

Cavolfiore o cavolo verde

Il cavolfiore, chiamato anche cimone, è uno dei cavoli più diffusi. La parte edibile è costituita dall'ingrossamento dei peduncoli floreali che si raggruppano al momento della maturazione.

I migliori devono essere sodi e compatti, senza presentare macchie marroni o grigiastre.

Il cavolfiore può essere bianco, bianco crema o violaceo. È un alimento molto versatile, utilizzato per preparare primi piatti, come contorno, purea, nelle minestre, o conservati sott'olio o sott'aceto.

Cavolini di Bruxelles

Sono anche chiamati cavoletti di Bruxelles. Pare che siano originari dell'Italia, e solo in un secondo momento furono portati in Belgio dai romani. Rispetto ai broccoli contengono una quantità superiore di vitamina E. Devono essere compatti e duri, di colore brillante. Si consumano cotti, bolliti o al vapore, hanno un caratteristico sapore amaro che non tutti gradiscono: questa caratteristica li rende adatti all'abbinamento con cibi dolci come castagne, ceci, salse di frutta.

Cavolo cappuccio

È costituito da foglie lisce raggruppate in un ceppo compatto, di colore variabile (bianco, rosso, verde, viola). Le foglie, molto croccanti, possono essere mangiate crude o cotte. I cavoli bianchi sono cotti e fatti fermentare ottenendo i crauti.

Cavolo cinese

Presenta un ceppo allungato e foglie ricce di colore bianco o verde pallido, viene utilizato crudo o cotto, saltato in padella insieme ad altre verdure. Lo troviamo spesso all'interno degli involtini primavera serviti nei ristoranti cinesi.

Cavolo marino

È una pianta erbacea nota soprattutto in Liguria. La parte edibile è costituita da piccoli fogliari che diventano teneri e croccanti a seguito di particolari tecniche di coltura.

Cavolo nero

È una pianta costituita da foglie arricciate di colore verde molto scuro e forma allungata. È noto soprattutto in Toscana, dove viene utilizzato per produrre la ribollita, una minestra di fagioli con pane raffermo e verdure varie, tra le quali il cavolo nero.

Cavolo verza

Possiede foglie di colore verde, grinzose, che formano un cespo compatto ma meno denso del cavolo cappuccio. Contiene un raro principio attivo che protegge le pareti dello stomaco dalle lesioni. Si può mangiare anche crudo, tuttavia è maggiormente utilizzato per preparare minestre, zuppe e brasato insieme alla carne, come nella casoeula lombarda.

Disponibilità

I cavoli sono tipici ortaggi invernali, quando la qualità è migliore e i prezzi scendono notevolmente. Tuttavia sono disponibili tutto l'anno, a prezzi maggiori.

Conservazione

I cavoli più compatti come il cavolfiore, il broccoli verde ramoso, il cavolo cappuccio e verza, i cavolini di bruxelles, si conservano bene in frigorifero, fino a cinque giorni. Le altre varietà, più delicate in quanto più esposte agli agenti esterni, andrebbero consumate al più presto.

domenica 21 febbraio 2010

Il mio primo Giveaway è chiuso!




Carissime lettrici del mio blog, eccoci arrivate alla finale del mio primo Giveaway, il numero che ha generato Random è il numero 6 quindi ha vinto Rosa di http://ilfilochecrea.blogspot.com/, stamattina la sorte ha decretato la vincitrice, ho atteso per la chiusura la mezzanotte del 20 febbfraio.
Chiedo a te cara Rosa di contattarmi tramite la mia mail e di inviarmi il tuo indirizzo per spedirti il regalo!

True Random Number Generator

Min: 1
Max: 11
Result:
6
Powered by RANDOM

Grazie di aver partecipato e per le belle parole che avete scritto per il mio blog.

sabato 20 febbraio 2010

Criteri di degustazione del cioccolato

CRITERI di DEGUSTAZIONE del CIOCCOLATO
tratto da http://www.chococlub.com/


ASPETTO:

Lucido, senza macchie.
Il fondente deve essere scuro, molto scuro; un buon fondente deve essere quasi rosso.
La copertura bianca deve avere un colore marrone brillante e non troppo scuro.
La copertura bianca deve avere una superfice liscia, di colore bianco brillante tendente al giallino.

PROFUMO:

Il cioccolato fondente deve avere, innanzitutto, un profumo gradevole, vagamente vanigliato ed intensamente "cacao".
Il profumo del cioccolato al latte deve essere prima di tutto vanigliato e gradualmente deve predominare il profumo del latte e terminare conuna profumo di cacao.
Il cioccolato bianco deve avere un profumo "delicatamente dolce" di vaniglia e di latte.
PALABILITA':

CIOCCOLATO FONDENTE

Un buon cioccolato fondente deve spaccarsi nettamente quando si mette in bocca.
Deve sciogliersi rapidamente.
Deve avere una sabbiosità quasi impercettibile.
Una volta sciolto dovrà lasciare una sensazione di dolcezza che sarà di veloce passaggio per lasciar spazio all'acidità del cacao (prova di bassa potassatura) ad all'amaro (segno positivo di bassa percentuale di zucchero).
Tutte queste sensazioni verranno accompagnate da un gradevole profumo di vaniglia.
Queste impressioni dovranno svilupparsi al gusto con armonia ed uniformità per determinare la buona qualità del prodotto.

CIOCCOLATO AL LATTE

Un buon cioccolato al latte deve essere meno croccante del fondente.
Deve sciogliersi rapidamente.
Leggermente pastoso.
Deve sviluppare, gradualmente, questi sapori: dolce, acido, amaro e con un intenso gusto di latte.
La degustazione verrà accompagnata da un gradevole profumo di vaniglia e da un "vago" gusto di lecitina.
Tutte queste sensazioni dovranno svilupparsi al gusto con armonia ed uniformità per determinare la buona qualità del prodotto.

CIOCCOLATO BIANCO

Un buon cioccolato bianco deve essere croccante al pari di un cioccolato al latte.
Deve sciogliersi rapidamente.
Deve sviluppare, gradualmente, questi sapori: un gusto di burro di cacao (non troppo violento), un vago accenno di acidità, il dolce dello zucchero ed un gradevole ed intenso gusto di latte; tutte queste sensazioni dovranno essere accompagnate da un gradevole profumo di vaniglia e da un "vago" gusto di lecitina.
Tutte queste sensazioni dovranno svilupparsi al gusto con armonia ed uniformità per determinare la buona qualità del prodotto.

Consigli vari in cucina e non solo...



Per evitare che la pasta si incolli durante la cottura e darle profumo, basta aggiungere all'acqua dell'olio aromatizzato con basilico, aneto o rosmarino


Prima di iniziare a friggere, proviamo a mettere un pezzo di mela con la buccia nell’olio bollente. Ne sprigionerà un odore totalmente diverso e, quel che più conta, assai gradevole


Prima di tagliare la cipolla immergiamola per qualche istante nell’acqua bollente, e poi in quella fredda, oppure sbucciamola tenendola sotto il rubinetto


Il caffè va conservato in una scatola metallica o di plastica, non trasparente, di preferenza in frigorifero.


Per rendere teneri seppie e polipi basterà, una volta puliti e lavati, cospargerli di sale grosso. Dopo un’ora si sciacqueranno e si friggeranno.


È sufficiente un pizzico di sale fino aggiunto alla farina prima di amalgamarla ad acqua o latte, e i grumi saranno solo un lontano ricordo


Il dolce o il budino, si staccheranno dallo stampo? Una volta raffreddato in frigorifero, capovolgerlo sul piatto, avendo cura, prima di sollevarlo, di scaldare per pochi secondi con il phön il fondo dello stampo


Per ammorbidire la carne e renderla anche più gustosa, immergerla un paio di ore prima di cuocerla in una marinata di aceto o limone a cui avremo aggiunto le erbe aromatiche preferite.


Il limone più è giallo e più contiene vitamina C. Scegliere dei limoni rotondi che sono più succosi di quelli oblunghi


Il colore vivo della carota è un segno di qualità. Quando si grattano è necessario consumarle subito, oppure spruzzarle immediatamente di limone, altrimenti anneriranno a contatto dell’aria

Per cancellare l’odore della cipolla cruda dalle mani, strofinatele con del limone e soprattutto lavatele con l’acqua fredda perché l’acqua calda fisserebbe l’odore.


Una volta iniziata, una cipolla non deve essere conservata al di là di una giornata, altrimenti sviluppa delle tossine pericolose per l’organismo.


La buccia dei pomodori è indigesta e mal tollerata dagli intestini delicati: è meglio sbucciarli, che siano cotti o crudi.


Per proteggere il sale dall’umidità, nella saliera, mettere qualche granello di riso.


Per riconoscere un uovo fresco basta immergerlo in acqua, se galleggia non va consumato, se resta a metà non si può mangiarlo alla coque ma in qualunque altra maniera, se va a fondo è ottimo.


Nel frigorifero le uova vanno riposte con la punta in basso.


Le uova sode cuociono otto minuti dal bollire dell’acqua. Quelle alla coque in quattro minuti.


Ortaggi e legumi verdi si mettono a cuocere nell’acqua salata quando l’acqua inizia a bollire e senza coperchio.


Le patate, i fagioli e tutti i farinacei si mettono a cuocere in acqua fredda.


Usare un cucchiaio di legno per mescolare le salse ed i sughi; il metallo altera i sapori.


Lavare le fragole senza togliere il peduncolo: l’acqua non penetrerà nel frutto.


Un sacchettino con alcuni chiodi di garofano profumerà armadi e cassetti e terrà lontane le tarme.


Il lucido delle scarpe è finito? Provate ad utilizzare delle scorze di arancia e dopo averle strofinate sulla pelle, passateci un panno di lana.


Se dovete staccare della gomma da masticare da un tessuto, passateci dei cubetti di ghiaccio, finchè non si ammorbidisce e si stacca.


Se dovete togliervi un cerotto senza soffrire troppo, ammorbiditelo con dell'olio.

Le borse di pelle chiara si manterranno sempre morbide se le pulirete con un batuffolo di cotone imbevuto di latte detergente.


Se avete avuto una giornata pesante in ufficio e vi sembra che tutto il mondo poggi sulle vostre spalle, mangiate un quadratino di cioccolata, ha proprietà rilassanti per il sistema nervoso, basta solo non abusarne per non appesantire la linea.


Una giornata di lavoro intenso o degli eventi stressanti vi hanno lasciato un fastidioso mal di testa? Invece di ricorrere alla solita pastiglia, provate ad annusare un bicchiere colmo di aceto, nel quale avrete fatto sciogliere un abbondante pizzico di sale grosso, riuscirete a sconfiggere l'emicrania e a ripartire in quarta.


Se la sera stentate a prendere sonno, perchè qualcosa vi preoccupa o vi rende ansiosi, provate a mangiare prima di coricarvi una zolletta di zucchero bagnata con del cognac, oppure un altro rimedio è quello di riporre sotto il vostro cuscino un sacchettino di tela pieno di fiori di lavanda, il profumo di questa pianta concilia sonni tranquilli.


Se le vostre gambe sono stanche e tendono a gonfiarsi cercate di dormire con le gambe leggermente sollevate rispetto al corpo, ciò favorisce una buona circolazione.

Per separare i rossi d'uovo dai bianchi mettere un imbuto rovesciato in un bicchiere e buttarci l'uovo dentro, i bianchi finiranno nel bicchiere e i rossi resteranno nell'imbuto.


Le banane nella macedonia sono buone, ma brutte a vedersi perchè anneriscono, per evitare questo inconveniente prima di sbucciarle passarle sotto l'acqua bollente.

Se dovete pulire una bottiglia infilateci dentro una patata cruda tagliata a piccolissimi pezzetti, più un cucchiaio di sale grosso e due di acqua, quindi agitare energicamente e poi sciacquare più volte.


I fagioli secchi vanno lasciati a bagno una notte in acqua fredda prima di cuocerli.


Se volete evitare che nei dentini della vostra grattugia restino dei pezzettini di formaggio, mettetela in freezer per una decina di minuti, poi passatela sotto l'acqua molto calda.


Per prevenire ostruzioni e cattivi odori nello scarico del lavandino ogni tanto versatevi un litro di aceto ben caldo nel quale avrete sciolto una manciata di sale grosso, lasciandolo agire per un'ora prima di far scorrere l'acqua.


Per fermare gli schizzi bollenti quando si frigge, buttate nell'olio alcuni stuzzicadenti.


Per togliere le incrostazioni di calcare dal water, la sera prima di andare a dormire versate una bottiglia di aceto rosso caldo nel water e lasciatelo agire per tutta la notte, al mattino dopo aver fatto scorrere a lungo l'acqua, potrete constatare il risultato.

giovedì 18 febbraio 2010

Olive ascolane





Le olive sono senza dubbio uno dei miei piatti preferiti, le mangio spesso al ristorante o le compro surgelate ma, purtroppo spesso non sono buone e sono anche costose...Ora che le ho fatte in casa, capisco perchè quelle veramente buone non si trovano facilmente, perchè gli ingredienti per farli devono essere di ottima qualità, soprattutto la carne, io ho impiegato tantissimo tempo, dato che ci vuloe un gran lavoro e l'ho fatto tutto sola, e non credo che ripeterò l'esperienza se non in compagnia e collaborazione. Sono andata  comperare le olive giusto ad Ascoli città ed ho preso la tenera ascolana, bella, grossa in salamoia, poi dal macellaio di fiiducia ho comprato la carne, non né avevo mai comprata tanta tutta insieme, e cosa indispensabile il tritacarne sono andata aprenderlo da mia mamma, che è tanto usato e vecchio che ho dovuto comprare i pezzi nuovi. Insomma queste adorate olive, mi sono costate tanto in tempo, e in soldi ma, devo dire con assoluta certezza che di così buone non né avevo mai mangiate!!! mi son fatta una bella scorta e le ho surgelate, ora quasi quasi per un pezzetto...le ignoro! scherzo, non son proprio resistere almeno una volta alla settimana me le pappo! :-))











alcune precisazioni:
1) io ho utilizzato 2 gk di olive in salamoia,e le ho tenute 24 in acqua fredda cambiando spesso l'acqua
2) ho fatto la doppia panatura, così vengono più croccanti fuori
3) ho messo le foto della ricetta perchè era troppo lunga da scrivere e la connessione internet mi funziona a singhiozzo :-((

mercoledì 17 febbraio 2010

Ottima zuppa di cicoria catalogna

Qualche sera fa ho cucinato questa zuppa, non l'avevo mai fatta, e mi ha piacevolmente sorpresa...è delizioza, cremosa, insomma...a me è piaciua molto, spero possa piavere anche a voi.

Ingredienti:
gr 600 di cicoria catalogna
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
3 uova
gr 25 di èarmigiano grattuggiato (io ne ho messo di più...)
2 cucchiai di olio evo
cl 100 di brodo (va bene anche di dado)
sale, pepe

Tagliare a striscioline la catalogna, e lessarla in acqua salata per 15 minuti, controllate la cottura e scolatela.
In una padella mettete olio, lo spicchio d'aglio e la cipolla a pezzetti e fateli rosolare, unire la catalogna lessata, sale e pepe, cuocere per 15 minuti.



Aggiungere il brodo e , cuocere ancora pochi minuti. Unire a questo le uova sbattutte con il formaggio, mescolare e spegnere subito il fuoco.


Servire immediatamente!


lunedì 15 febbraio 2010

Le castagnole rosse e fritte di mia mamma

Ultimissima ricetta di Carnevale!...questa volta è quella che mia mamma fa tutti gli anni insieme alle ciavatte e alle cresciarelle. Offro a tutti voi, questi meravigliosi castagnoli, accompagnati dal sorriso bellissimo di mia mamma! buon martedì grasso a tutti, tutti!


Ingredienti:

4 uova
4 cucchiai di burro sciolto
4 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di anice (liquore)
4 cucchiai di latte
1 limone grattuggiato + il suo succo
gr 470/500 di farina 00
gr 20 cetrato in grani
#-#-#-#-#
alchermes
olio per friggere
zucchero per decorare

Amalgamare in una ciotola tutti gli ingredienti, aggiungedo in ultimo il cetrato senza girare TROPPO!
Lasciare riposare il composto per una trentina di minuti, poi friggerlo a cucchiaite in olio o strutto caldo. Sgocciolarle bene su carta paglia, poi intingerle in una ciotola con il liquore rosso (l'archermes) e subito dopo rotolarle in un piatto di zucchero semolato

Le Bugie di Salvatore De Riso


Ingredienti per le bugie fritte di Sal, trascritti in diretta dalla sua voce da una trasmissione televisiva:

gr 400 farina 00
gr 50 zucchero
gr 50 burro a pezzi
2 uova intere
gr 50 vino bianco
1 pizzico si sale

Impastare tutti gli ingredienti nella solita fontana, tirare una sfoglia nel vostro modo più facile, tagliare a piccoli rettangoli e friggere in olio di arachide o evo caldo, poi cospargere di zucchero a velo

domenica 14 febbraio 2010

15 febbraio San Faustino, patrono dei single

di Matthias Pfaender
Dopo le coppiette ora tocca ai single, che domani in 6 milioni festeggeranno, con gli amici ovviamente, San Faustino, il patrono dei cuori solitari. Una rivincita per chi oggi è stato tra qual 35% di single che ha sofferto della «sindrome di San Valentino», ansia e depressione causate dal senso di esclusione provocato dalla festa degli innamorati.

E se tra le coppie prevalgono i fiori, per i single regalarsi o farsi regalare una pianta per arricchire con la natura la propria casa con un «amico verde» che non disturba, non è invadente, non ingombra, trasmette serenità, ascolta con pazienza e richiede solo pochi minuti di attenzione è uno dei regali più gettonati. Secondo una analisi della Coldiretti, le famiglie italiane con un singolo componente rappresentano oltre un quarto del totale e sembrano in realtà dover «soffrire» soprattutto per la spesa quotidiana che rende particolarmente difficile e costosa la vita dei «battitori liberi».

I single italiani spendono infatti per gli acquisti alimentari quasi il doppio rispetto alla media delle famiglie italiane, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat. La spesa media per alimentari e bevande di un single è di 312 euro al mese, superiore del 64 per cento rispetto - sottolinea la Coldiretti - ai 190 euro al mese destinati alla tavola da ogni singola componente di una famiglia tipo italiana formata da in media da 2,5 persone. I motivi della maggiore incidenza della spesa sono certamente da ricercare - sostiene la Coldiretti - nella necessità per i single di acquistare spesso maggiori quantità di cibo per la mancanza di formati adeguati che comunque anche quando sono disponibili risultano molto più cari di quelli tradizionali.

Ad incidere sulla spesa mensile dei single sono nell'ordine la carne (65 euro), l' ortofrutta (61 euro), pane, pasta e derivati dai cereali (52 euro), latte, yogurt e formaggi (42 euro), bevande (29 euro), pesce (25 euro), zucchero, caffè (24 euro) e per ultimo oli e grassi (14 euro). Ad incrementare la spesa alimentare, continua la Coldiretti, è anche l'elevata presenza di sprechi perché è facile dimenticare in fondo al frigorifero la confezione di latte aperto, la mozzarella, la confezione di insalata aperta, i tortelloni iniziati, tutto inesorabilmente destinato a finire nella pattumiera.

I giovani single sono anche un segmento di popolazione con uno stile di vita attento a risparmiare tempo a favore del lavoro e dello svago, che privilegia il consumo di piatti pronti a più elevato valore aggiunto che incidono maggiormente sulla busta della spesa. Una scelta che, conclude la Coldiretti, aumenta notevolmente la spesa poiché i cibi pronti per il consumo arrivano a costare anche cinque volte il prezzo delle materie prime impiegate.

venerdì 12 febbraio 2010

14 febbraio San Valentino origini della festa e il suo patrono




San Valentino
San Valentino detto anche san Valentino da Terni o san Valentino da Interamna (Interamna Nahars, ca. 176 – Roma, 14 febbraio 269) fu un vescovo e un martire cristiano. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e successivamente dalla Chiesa anglicana, è considerato impropriamente patrono degli innamorati. Fu convertito al cristianesimo ed ordinato vescovo da san Feliciano di Foligno nel 197. Nell'anno 270 Valentino si trovava a Roma, giunto su invito dell'oratore greco e latino Cratone, per predicare il Vangelo e convertire i pagani. Invitato dall'imperatore Claudio II il Gotico a sospendere la celebrazione religiosa e ad abiurare la propria fede, rifiutò di farlo tentando anzi di convertire l'imperatore al cristianesimo. Claudio II lo graziò dall'esecuzione capitale affidandolo ad una nobile famiglia. Valentino venne arrestato una seconda volta sotto Aureliano, succeduto a Claudio II. L'impero proseguiva nelle sue persecuzioni contro i cristiani ed i vertici della Chiesa di Roma e, poiché la popolarità di Valentino stava crescendo, i soldati romani lo catturarono e lo portarono fuori città lungo la via Flaminia per flagellarlo, temendo che la popolazione potesse insorgere in sua difesa. Questo gosso arresto gli fu fatale: morì decapitato il 14 febbraio 269 per mano del soldato romano Furius Placidus, agli ordini dell'imperatore Aureliano.
Le reliquie
Terni, basilica di San Valentino, altare con il santoLe sue spoglie furono sepolte sulla collina di Terni, al LXIII miglio della Via Flaminia, nei pressi di una necropoli. Sul luogo sorse nel IV secolo una basilica nella quale attualmente sono custodite, racchiuse in una teca, le reliquie del santo. Le reliquie pare siano state portate nella città dai tre discepoli del filosofo Cratone, Apollonio, Efebo e Procuro, convertiti dal futuro santo, e che per questo trafugamento furono martirizzati.
Altre reliquie sono presenti presso svariate chiese. Una parte si trova nella cattedrale di Maria Assunta di Savona. Reliquie del santo sono conservate inoltre presso la chiesa medievale di San Valentino di Sadali, in Sardegna e nella chiesa Matrice di Vico del Gargano dove viene venerato come protettore della città e degli agrumeti. "pinto no cuo,gosava san valentino"
Il culto
È commemorato nel martirologio romano il 14 febbraio, giorno in cui veniva celebrata l'antica festa di Santa Febronia.
Miracoli del santo Sono molte le storie entrate a far parte della cultura popolare, su episodi riguardanti la vita di san Valentino:
Una storia narra che Valentino, graziato ed "affidato" ad una nobile famiglia, compie il miracolo di ridare la vista alla figlia cieca del suo "carceriere", Asterius: Valentino, quando stava per essere decapitato, teneramente legato alla giovane, la salutò con un messaggio d'addio che si chiudeva con le parole: dal tuo Valentino.... Un'altra narra come un giorno il vescovo, passeggiando, vide due giovani che stavano litigando ed andò loro incontro porgendo una rosa e invitandoli a tenerla unita nelle loro mani: i giovani si allontanarono riconciliati. Un'altra versione di questa storia narra che il santo sia riuscito ad ispirare amore ai due giovani facendo volare intorno a loro numerose coppie di piccioni che si scambiavano dolci effusioni di affetto; da questo episodio si crede possa derivare anche la diffusione dell'espressione piccioncini. Secondo un altro racconto, Valentino, già vescovo di Terni, unì in matrimonio la giovane cristiana Serapia, gravemente malata, e il centurione romano Sabino; l'unione era ostacolata dai genitori di lei ma, chiamato dal centurione al capezzale della giovane morente, Valentino battezzò dapprima il giovane soldato e quindi lo unì in matrimonio alla sua amata, prima che entrambi cadessero in un sonno profondo.
La festa di San Valentino
La festa di San Valentino fu istituita un paio di secoli dopo la morte di Valentino, nel 496, quando papa Gelasio I decise di sostituire alla festività pagana della fertilità (i Lupercalia dedicati al dio Luperco) una ispirata al messaggio d'amore diffuso dall'opera di san Valentino. Tale festa ricorre annualmente il 14 febbraio ed oggi è conosciuta e festeggiata in tutto il mondo. Molte tradizioni legate al santo sono riscontrabili nei paesi in cui egli è venerato come patrono. La figura di Valentino come santo patrono degli innamorati viene tuttavia messa in discussione da taluni che la riconducono a quella di un altro sacerdote romano, anch'egli decapitato pressappoco negli stessi anni.
Feste in Italia La città di Terni invoca san Valentino come principale patrono. Patrono del paese di Sadali, considerato protettore dei matrimoni, san Valentino, la cui chiesa fu forse edificata da monaci bizantini, viene qui ricordato non a febbraio, ma ad ottobre e la festa sarda dura tre giorni. A Quero si festeggia il santo benedicendo le arance e lanciandole da un pendio annesso all'Oratorio di San Valentino nell'omonima località. È patrono di Vico del Gargano, dove viene festeggiato il 14 febbraio con manifestazioni religiose e attività culturali. Caratteristico l'addobbo della statua e delle vie del paese con arance e alloro. Molto partecipata è la processione con la reliquia del santo che si tiene la mattina del 14 febbraio. Di particolare interesse è inoltre la fiera campionaria, con oltre 100 espositori e luna park, alla quale partecipano migliaia di persone che visitano anche nel caratteristico centro storico le bancarelle di prodotti artigianali e gastronomici.

La festività prende il nome dal santo e martire cristiano San Valentino, e venne istituita nel 496 da Papa Gelasio I, andando a sostituirsi alla precedente festa pagana delle lupercalia. La pratica moderna di celebrazione della festa, centrata sullo scambio di messaggi d'amore e regali fra innamorati, risale probabilmente all'alto medioevo, e potrebbe essere in particolare riconducibile al circolo di Geoffrey Chaucer in cui prese forma la tradizione dell'amor cortese. Soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, il tratto più caratteristico della festa di San Valentino è lo scambio di valentine, bigliettini d'amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell'amore romantico (la colomba, l'immagine di Cupido con arco e frecce, e così via). A partire dal XIX secolo, questa tradizione ha alimentato la produzione industriale e commercializzazione su vasta scala di biglietti d'auguri dedicati a questa ricorrenza.[2] La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno vengano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d'auguri, numero che colloca questa ricorrenza al secondo posto, come numero di biglietti acquistati e spediti, dopo Natale.
Storia
La ricorrenza di San Valentino ha sostituito in epoca cristiana i lupercalia romani, celebrati il 15 febbraio; questi riti erano però dedicati alla fertilità e non all'amore romantico. Nel 496 Papa Gelasio I dedicò il 14 febbraio al santo e martire San Valentino, presumibilmente anche con lo scopo di cristianizzare la festività romana. Sebbene la figura di San Valentino sia nota anche per il messaggio di amore portato da questo santo, l'associazione specifica con l'amore romantico e gli innamorati è quasi certamente posteriore, e la questione della sua origine è controversa. Una delle tesi più note è che l'interpretazione di San Valentino come festa degli innamorati si debba ricondurre al circolo di Geoffrey Chaucer, che nel Parlamento degli Uccelli associa la ricorrenza al fidanzamento di Riccardo II d'Inghilterra e Anna di Boemia.[4] Tuttavia, studiosi come Henry Kelly e altri hanno messo in dubbio questa interpretazione. In particolare, il fidanzamento di Riccardo II sarebbe da collocare al 3 maggio, giorno dedicato a un altro santo omonimo del martire, San Valentino di Genova. Pur rimanendo incerta l'evoluzione storica della ricorrenza, ci sono alcuni riferimenti storici che fanno ritenere che la giornata di San Valentino fosse dedicata agli innamorati già dai primi secoli del II millennio. Fra questi c'è la fondazione a Parigi, il 14 febbraio 1400, dell'"Alto Tribunale dell'Amore", un'istituzione ispirata ai principi dell'amor cortese. Il tribunale aveva lo scopo di decidere su controversie legate ai contratti d'amore, i tradimenti, e la violenza contro le donne. I giudici venivano selezionati sulla base della loro familiarità con la poesia d'amore. La più antica "valentina" di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo, e fu scritta da Carlo d'Orléans, all'epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie con le parole: Je suis desja d'amour tanné, ma tres doulce Valentinée…L'uso di spedire "valentine" nel mondo anglosassone risale almeno al XIX secolo. Già alla metà del secolo negli Stati Uniti alcuni imprenditori come Esther Howland (1828-1904) iniziarono a produrre biglietti di San Valentino su scala industriale; a sua volta, la Howland si ispirò a una tradizione antecedente originaria del Regno Unito. Fu proprio la produzione su vasta scala di biglietti d'auguri a dare impulso alla commercializzazione della ricorrenza e, al contempo, alla sua penetrazione nella cultura popolare.[9][10] Il processo di commercializzazione della ricorrenza continuò nella seconda metà del XX secolo, soprattutto a partire dagli Stati Uniti. La tradizione dei biglietti amorosi iniziò a diventare secondaria rispetto allo scambio di regali come scatole di cioccolatini, mazzi di fiori, o gioielli. 

martedì 9 febbraio 2010

Ciavatte dolci di carnevale

Curiosi èh?! ciavatte... ciavatte... sì proprio ciavatte si chiamano così! o almeno così li ha sempre chiamati questi dolcetti mia mamma, sono semplici da fare e anche buoni, croccanti e aromatici.
Ingredienti:
2 uova intere
gr 200 farina 0
2 arance grattuggiate
zucchero semolato q.b.
cacao amaro q.b.

fare la classica fontana come per la pasta fatta a mano
e tirare una sfoglia


grattuggiarci sopra la scorza rossa delle arance e cospargere di zucchero semolato


arrotolare la sfoglia formando il classico taglio per le tagliatelle


friggere in abbondante olio di semi di arachide caldo e cospargere di zucchero a velo


alternativa golosa di mia inventiva...oltre all'arancio e allo zucchero cospargere la sfoglia di cacao amaro ;-)


date la forma che volete, arrotolando la sfoglia con il ripieno, e friggete


buon carnevale!

Pizza con i grasselli o ciccioli

Io adoro questa pizza particolare, e la faccio solo in questo periodo dell'anno, perchè solo adesso si fa la "pista" del maiale. I ciccioli sono ottenuti dal grasso di maiale: lo strato adiposo, estratto e ripulito dalla cotenna, viene tagliato a cubetti, che sono poi torchiati e messi a cuocere in un calderone. Lentamente, con l'aumentare della temperatura, il grasso si scioglie e i cubetti cuociono nel proprio grasso.
Dopo alcune ore di cottura, quando assumono un colore rosa-dorato, i ciccioli vengono estratti dalla pentola e pressati per allegerirli di una parte del grasso. Quest'ultimo, fatto raffreddare e solidificato, diventa strutto .
 
Ingredienti:
gr 500 farina 0
gr 50 lievito di birra
gr 50 strutto
1/4 bicchiere di olio evo
gr 12 burro
gr 300 grasselli
1/4bicchiere di vino bianco
2 bicchiere d'acqua
sale, pepe
Far sciogliere il lievito in una terrina con 1 bicchiere di acqua tiepida e fare un impasto piuttosto morbido con una parte della farina, far lievitare circa un'oretta, coperto.  Con la farina avanzata, fare una fontana, versarci il vino, l'olio, l'acqua, il sale  e il pepe, il burro e lo strutto; impastare bene il tutto e aggiungerci la pasta lievitata, impastare molto bene. Lasciare riposare 10 minuti poi aggiungere i grasselli e amalgamarli bene. Fare dei filoncini o mettere l'impasto in una teglia da pizza e lasciare lievitare per un'ora. Cuocere in forno caldo a 180 per circa50 minuti, controllate spesso.
prima della lievitazione

 pronta da mangiare

mercoledì 3 febbraio 2010

I vari tagli delle verdure

Oggi voglio iniziare una nuova sezione del mio blog...una scuola di cucina virtuale, dove apprendo assieme a voi alcune tecniche varie. Io sono molto curiosa, ormai l'avrete capito se seguite fedelmente il mio blog. Mi piace conoscere, perfezionarmi, e quì vorrei condividere con voi nuove e precise conoscenze nell'arte della cucina.
Chiffonnade

Lavorazione: striscioline di lattuga, acetosella o altra verdura, fuse nel burro o semplicemente sbianchite in acqua. Tipo di cottura: stufare al burro. Guarnizione: unite, solitamente, a creme, minestre, consommé o a preparazioni di salse e verdure in cui si richiede questo taglio come guarnizione (ad esempio, potage Leopold, piselli alla francese). Materiale necessario: spelucchino a lama dritta, bacinella, vassoio per scarti, tagliere, trinciante

Mirepoix

Lavorazione: insieme di verdure (di solito sedano, carote, cipolle) tagliate a cubetti di 1/1,5 cm circa di lato.
Tipo di cottura: a seconda dell'uso può essere lessata, stufata, rosolata. Guarnizione: utilizzato per aromatizzare gli arrosti o fondi di cottura diversi. Materiale necessario: spelucchino a lama curva, bacinella, vassoio per scarti, tagliere, trinciante.


Printanière

Lavorazione: modo di tagliare le verdure (carote, sedano, porri, rape), a dadi un po' più grossi del taglio a brunoise di circa 7-8 mm di lato. Tipo di cottura: pelare, lavare, tagliare e cuocere stufando al burro.
Guarnizione: per preparazioni di salse o guarnizioni di piatti che ne portano il nome. Materiale necessario: spelucchino a lama dritta, bacinella, vassoio per scarti, tagliere, trinciante o trinciantino.

Macédoine
Lavorazione: modo di tagliare le verdure (carote, sedano, porri, rape, ecc. in dadi di circa 12 mm di lato.
Tipo di cottura: pelare, lavare, tagliare, cuocere stufando al burro.mGuarnizione: guarnizioni di piatti di carne, preparazioni di insalate; può anche essere servita come piatto a sé.
Materiale necessario: spelucchino a lama dritta, bacinella, vassoio per scarti, tagliere, trinciante.
Note: per questo taglio è da preferirsi il sedano rapa di Verona al sedano comune.

Julienne
Lavorazione: verdure, carni, funghi, ortaggi, ecc., tagliati a filettini della grandezza -e lunghezza di un fiammifero o poco più. Lunghezza 5 cm per 2 mm di lato. Si dice di qualsiasi alimento tagliato in questa forma (ad esempio, bianco di pollo, lingua salmistrata, funghi, ecc.). Mondare, lavare, pelare, tagliare, rilavare e procedere all'uso desiderato. Questo taglio può essere effettuato anche con mandolina o con apposite attrezzature elettriche polifunzionali del tipo robot cutter, impiegando gli accorgimenti che competono a questi usi. Tipo di cottura: a seconda degli usi la cottura può essere stufata al burro, lessata, rosolata o cruda. Guarnizione: per consommé, potage e insalate di verdure crude.
Materiale necessario: coltello a lama curva, pelapatate, bacinella, colapasta, vassoio per scarti, tagliere, coltello trinciantino (si può tagliare anche con mandolina o con robot cutter).

Paysanne

Lavorazione: modo di tagliare le verdure a fette di forma irregolare, della grandezza di circa 2 cm per lato.
Tipo di cottura: pelare, lavare, tagliare e cuocere stufando al burro direttamente con la vivanda dello stesso nome. Guarnizione: impiegato per zuppe e minestroni e per guarnizioni di piatti di carne che portano questo nome (ad esempio, Poulet sauté Paysanne). Materiale necessario: spelucchino, pelapatate, vassoio per scarti, bacinella, tagliere, trinciantino, casseruola bassa con coperchio. Note: si può cuocere direttamente con la vivanda oppure a parte, aggiungendo la verdura in seguito.

Cultivateur

Lavorazione: modo di tagliare le verdure in fette di forma poligonale, grandi 2-3 cm, nel modo più uniforme possibile. Tipo di cottura: pelare, lavare, tagliare, cuocere stufando al burro. Guarnizione: per zuppe e guarnizioni di piatti di carni (ad esempio, vitello e agnello). Materiale necessario: vedi taglio Paysanne.

Jardinière

Lavorazione: guarnizione che, come indica il nome, è composta da ortaggi freschi, tagliati a bastoncini a sezione quadrata o rettangolare, di 5-6 mm di lato e di 2 cm di lunghezza. Tipo di cottura: pelare, lavare, tagliare e cuocere stufando al burro o glacés. Guarnizione: accompagna guarnizioni di carni arrosto, lessate o brasate, nonché pollame cotto in padella e zuppe. Materiale necessario: vedi taglio Paysanne. Note: cospargere di prezzemolo tritato, per qualsiasi uso se ne faccia, al momento di inviare in sala.

Batonnets

Lavorazione: guarnizione che, come indica il nome, è composta da ortaggi tagliati a bastoncino, con sezione quadrata di circa 8-10 mm di lato per 3 cm di lunghezza. Tipo di cottura: pelare, lavare, tagliare e cuocere stufate al burro o glacées. Guarnizione: per zuppe e guarnizioni di piatti di carne. Materiale necessario: vedi taglio Paysanne. Note: il taglio a bàtonnets differisce da quello a Jardinière per la lunghezza e la larghezza dei bastoncini.

Glacés

Lavorazione: ortaggi tagliati e torniti a forma di spicchi d'aglio, lunghi 3 cm. Tipo di cottura: pelare, lavare, tagliare e tornire; cuocere in casseruola coperta o in sauteuse coperta. Stufare e, a 3/4 di cottura, scoperchiare e tenere mosso, in modo tale che prendano un bel colore lucido; se necessario, aggiungere una piccola quantità di fondo bianco comune. Guarnizione: guarnizioni per piatti di carne, piatto a sé, componente per verdure miste. Materiale necessario: spelucchino a lama curva, pelapatate, tagliere, bacinella, vassoio per pelare, bacinella per recupero scarto, casseruola bassa con coperchio, piatto per il servizio o assiette o legumiera. Note: la cottura deve essere leggermente croccante e devono sempre presentarsi ben lucide.

Hachés
Lavorazione: tritare finemente le verdure (ad esempio, prezzemolo e cipolla). Tipo di cottura: stufate o rosolate. Guarnizione: fondi diversi (ad esempio, per risotti e preparazione di varie salse). Materiale necessario: vedi taglio Glacés.

Filangé
Lavorazione: questo taglio è riferito soltanto alla cipolla, per ottenere la sua scomposizione in filamenti. Tipo di cottura: mondare, tagliare, lavare e usare o cuocere secondo la necessità. Guarnizione: fondi diversi (fondi, salse, ecc.). Materiale necessario: vedi taglio Glacés.
Royale
Lavorazione: piccole sfere di 5 mm di diametro, ottenute con l'apposito scavino. Tipo di cottura: lavare, pelare, rilavare. Utilizzare l'apposito scavino per ricavare il taglio. Stufare al burro. Cuocere secondo l'utilizzo. Guarnizione: per zuppe e piatti di carne. Materiale necessario: spelucchino a lama curva, pelapatate, scavino da 5 mm di diametro, bacinelle, sauteuse con coperchio. Note: attenzione a non confondere il taglio Royale, con la guarnizione Royale (anch'essa utilizzata per minestre chiare o consommé).
Parisienne
Lavorazione: piccole sfere di ortaggi ricavate con l'apposito utensile (scavino) avente il diametro di 1,5 cm. Tipo di cottura: pelare, lavare, rilavare, ricavare con lo scavino le sfere perfette, rilavare e cuocere stufate o glacés. Guarnizione: guarnizioni di piatti di carne che portano tale nome. Materiale necessario: spelucchino a lama curva, pelapatate, scavino da 1,5 cm di diametro, bacinelle, sauteuse con coperchio. Note: durante il taglio fare attenzione a ricavare delle sferette ben tonde. Gli scarti ottenuti si useranno per preparazioni di fondi o per puree.

Olivettes
Lavorazione: ortaggi ottenuti con apposito utensile (scavino) a forma di piccole olive, lunghe 2,5-3 cm. Tipo di cottura: pelare, lavare, ricavare con lo scavino le Olivettes quasi perfette, rilavare e cuocere stufate o glassate. Guarnizione: per guarnizioni di piatti di carne. Materiale necessario: spelucchino a lama curva, pelapatate, scavino da 2,5-3 cm di lunghezza, bacinelle, sauteuse con coperchio. Note: la forma degli ortaggi deve essere quasi perfetta

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