Le Marche ti restano nel cuore perché sono una regione che non ama esibire la propria cucina, ma la racconta attraverso i piatti tipici e il modo in cui vengono portati in tavola. Qui la gastronomia nasce dal lavoro quotidiano, dalla cucina contadina dell’entroterra e dalla tradizione marinara della costa adriatica, senza mai perdere equilibrio. Ogni ricetta, dagli antipasti fritti ai primi delle feste fino ai secondi di carne e di pesce, conserva un legame diretto con il territorio e con la stagionalità. È una cucina concreta, riconoscibile, che non cerca effetti speciali ma lascia il segno proprio per la sua autenticità.
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La food blogger Paola Brunetti
Ciao a tutti! Mi chiamo Paola Brunetti e sono felicissima di darvi il benvenuto nel mio angolo virtuale dedicato alla cucina. Sono marchigiana e fin da piccolina ho avuto la fortuna di trascorrere ore in cucina con la mia mamma, che mi ha trasmesso non solo l'amore per il cibo, ma anche il piacere di condividere momenti speciali attorno a un buon piatto. La mia avventura culinaria è iniziata quando avevo solo dodici anni, quando ho comprato il mio primo libro di cucina – un tesoro che custodisco gelosamente! Le pagine logore raccontano storie di ricette provate e riprovate, di esperimenti culinari e di tanti piccoli successi. Ogni piatto che preparo porta con sé un pezzetto di me, delle mie radici e di quella tradizione che vorrei condividere con voi, In questo blog troverete ricette creative e semplici, perfette per chi, come me, ama sperimentare in cucina pur mantenendo un occhio alla praticità. Che si tratti di un antipasto sfizioso, un primo piatto avvolgente o un dolce goloso, il mio obiettivo è ispirarvi a cucinare con passione e gioia. Non vedo l'ora di condividere con voi tante idee gustose e di sentire le vostre impressioni sulle ricette! Iniziamo insieme questo viaggio delizioso nel mondo della cucina. Buona cucina a tutti!
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Risotto fresco con melone e prosciutto
Oggi voglio proporvi questa ricetta con il melone, alquanto originale! ;)
Ingredienti per 4 persone:
280 gr. di riso
1 melone
1 cipolla
1 l. di brodo
1/2 bicchiere di panna
80 gr. di burro
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 bicchiere di Porto
100 gr. di prosciutto crudo
sale
Preparare il melone sbucciato e tagliato a dadini; metterlo a macerare nel Porto. Tagliare a filetti il prosciutto crudo; far soffriggere in 40 gr. di burro la cipolla tritata senza colorire. Aggiungere il Porto (avendo tolto in precedenza i dadini di melone, che vanno tenuti da parte) e far evaporare. Versare il riso e cuocerlo con il brodo a mestolate; dopo 10 minuti amalgamare la panna. Alla fine della cottura aggiungere il melone e il prosciutto e mantecare con i restanti 40 gr. di burro. Servire con parmigiano a parte e del pepe nero macinato al momento.
Olive ascolane o olive all'ascolana: storia e curiosità
copiato da; Visit Italy: vacanze, idee di viaggio ed esperienze da fare in Italia
Le Le olive
ascolane, o olive all’ascolana, prendono il nome dalla città di Ascoli Piceno -
situata nel sud delle Marche, al confine con l’Abruzzo - e sono un piatto a
base di olive denocciolate ripiene di carne, impanate e fritte.
Olive Ascolane: le origini
Un albero di olive
Prima di essere una delizia
culinaria, le Olive Ascolane sono una varietà di oliva.
Le Marche sono terra di oliveti e
tra le varietà che si usano in cucina c’è l’Oliva Ascolana del Piceno DOP (Denominazione
di Origine Controllata), di colore verde e dalla polpa tenera e croccante.
Si tratta di una cultivar tipica
della zona di Ascoli Piceno e la raccolta inizia a settembre, quando il frutto
è ancora verde e perfetto.
Prima di poter essere mangiate, le
Olive Ascolane devono essere ‘conciate’ cioè lavorate per togliere il
loro naturale sapore amaro, poi vengono lavate e conservate in salamoia.
A questo punto possono essere
gustate ‘al naturale’ o usate per la realizzazione delle tipiche Olive
Ascolane del Piceno DOP Ripiene.
La storia delle Olive Ascolane
Olive Ascolane
La storia narra che le Olive
Ascolane fossero già sulle tavole degli antichi Romani e che i monaci
benedettini della Congregazione degli Olivetani siano stati i primi a
descrivere la ‘concia’ delle olive intorno al 1500.
Le prime notizie circa la farcitura
dell’oliva ascolana risalgono al XVII secolo quando venivano denocciolate e
riempite di erbe.
Ma per arrivare alla ricetta
attuale delle Olive Ascolane Ripiene bisogna aspettare
la metà dell’800 quando – si narra - il cuoco di una nobile
famiglia ascolana ebbe l’idea di utilizzare la carne dell’arrosto avanzato da
un ricco banchetto per farcire le Olive.
Questo nuovo piatto ebbe subito
successo e divenne una specialità in uso tra le famiglie
dell’aristocrazia. Con il tempo la ricetta si diffuse anche fra il popolo
divenendo il simbolo della festa poi, con il boom economico degli anni ‘60, si
affermò come il piatto della domenica in famiglia.
Oggi le Olive Ascolane
Ripiene sono uno street food gourmet, perfette da gustare
nel cartoccio passeggiando per la città.
La ricetta delle Olive Ascolane
La preparazione delle Olive Ascolane
La produzione delle Olive
Ascolane del Piceno DOP Ripiene segue una ricetta antica e deve
rispettare delle regole precise stabilite in un vero e proprio disciplinare del
14 novembre 2005: la carne per il ripieno deve essere di origine bovina
(40-70%) e suina (30-50%), ed è possibile aggiungere pollo e/o tacchino per un
massimo del 10%; poi si aggiungono uova, formaggio stagionato grattugiato, olio
extravergine di oliva o strutto, vino bianco secco, cipolla, carota, sedano,
noce moscata e sale. Gli ingredienti per la panatura sono uova, farina e
pangrattato.
Si inizia rosolando la carne
tagliata a pezzi in olio extravergine d’oliva insieme a cipolla, carota e
sedano e si prosegue la cottura a fuoco lento con vino bianco secco e sale. Una
volta cotta, la carne viene tritata e si aggiungono formaggio stagionato
grattugiato, uova e noce moscata per insaporire.
A questo punto inizia la
fase più difficile e delicata: le olive, denocciolate con il tradizionale
taglio a spirale, vengono farcite con l’impasto, poi si passano nella farina,
nell’uovo sbattuto e nel pangrattato e, infine, vengono fritte in abbondante
olio di oliva.
Una volta dorate non vi resta
che gustarle sia fredde che calde accompagnate da un bicchiere
di ottimo vino marchigiano!
Una curiosità sulle Olive Ascolane
La crema fritta servita con le Olive Ascolane
Nella tradizione gastronomica
marchigiana le Olive Ascolane Ripiene fanno parte anche del golosissimo Fritto
misto all'ascolana insieme a carciofi, zucchine, cotolette d'agnello e
alla … crema fritta! Piccoli cubetti di crema dolce perfetta per
smorzare il retrogusto un po’ amaro dell’oliva.
Piatti tipici delle Marche: Le ricette della tradizione
copiato pari pari da: Piatti tipici delle Marche: ricette della tradizione
Ricette marchigiane
Piatti tipici delle Marche: Le ricette della tradizione
Mai mangiato nelle Marche? Ah, io ho fatto belle scorpacciate da quelle parti, sia nel rustico hinterland, che sulla costa, generosa di prelibatezze di pesce. E giacché c’ero, ho approfittato per fare scorta di ricette, perché la cucina marchigiana è parte integrante della cucina italiana, con una tradizione regionale solida e ben riconoscibile. Te le passo tutte in fondo a questa pagina e te le consiglio senza riserve, perché nei piatti tipici delle Marche troverai una ricca varietà di sapori. Alcune pietanze hanno varianti nelle regioni limitrofe; altre sono marchigiane DOC. Nell’uno e nell’altro caso, comunque, il tuo palato farà un bell’inchino al gusto. Mi scommetto la toque blanche!
Guide turistiche e letteratura di viaggio
Le caratteristiche della cucina marchigiana
Nella cucina marchigiana ho ritrovato pietanze e prodotti condivisi con le regioni vicine – Emilia-Romagna, Abruzzo, Umbria e Lazio. Tuttavia, non si può certo dire che questa regione non abbia delle sue specificità in ambito culinario.
Fiore all’occhiello dell’entroterra è la norcineria, che offre salumi davvero interessanti. Forte è la presenza di cereali e legumi. Tra questi ultimi, troviamo la cicerchia, protagonista di una squisita zuppa. Bisogna dire, poi, che nelle Marche c’è un’importantissima produzione di tartufo nella zona di Acqualagna, nel pesarese.
La parte marittima offre succulente specialità, come il brodetto di pesce e lo stoccafisso all’anconetana.
Se dovessi scegliere tre piatti-simbolo della tradizione gastronomica marchigiana, sarebbero questi: la porchetta, le olive ascolane e i vincisgrassi, una sorta di lasagna.
I prodotti tipici delle Marche
Ho accennato ai prodotti tipici marchigiani ed alla norcineria regionale, campionessa di gusto. Qui di seguito, i salumi più prelibati:
- Ciauscolo IGP (salame spalmabile)
- Goletta
- Salame di Fabriano
- Salame di Frattula
- Prosciutto di Carpegna DOP.
Nel settore del lattiero-caseario, le Marche sono famose per i pecorini – marchigiano, dei Monti Sibillini e di Monte Rinaldo – e i formaggi di fossa. Se ne hai l’occasione, ti consiglio di assaggiare anche il cacio in forma di limone (che, oltre alla forma, ha anche il sapore del limone), la caciotta del Montefeltro e la Casciotta di Urbino DOP.
Guide turistiche e letteratura di viaggio
Gli amanti dell’arte della distillazione già sapranno che nelle Marche c’è una rinomata produzione di liquori all’anice. Due grandi protagonisti di questo campo, che si sono diffusi in tutta Italia, sono l’anisetta Meletti e il mistrà Varnelli.
Da provare: il lonzino di fico
Il lonzino di fico non è un salume, come potrebbe farti supporre il nome, ma un particolarissimo dolce dell’anconetano che si presenta, in effetti, in forma di insaccato. Nell’impasto, oltre ai fichi, ci sono frutta secca e semi di anice stellato. Il tutto è avvolto da foglie di fico. Si tratta di un prodotto raro, quindi, semmai dovessi riuscire a trovarlo, non farti sfuggire l’occasione di provarlo, magari accompagnato a un formaggio.
Le ricette dei piatti tipici delle marche
Ti dirò che non vedevo l’ora di condividere il mio ricettario marchigiano con te. Perché, secondo me, la cucina delle Marche, buona com’è, merita di essere più conosciuta. E sono certo che, una volta che avrai assaggiato i piatti di cui ti parlo qui sotto, sarai d’accordo con me, e condividerai a tua volta queste ricette con i tuoi “amici di fornelli”.
Un consiglio: se sei goloso di dolci come me, non perderti le pietanze della pasticceria marchigiana, perché tra queste ci sono i dessert più particolari che tu abbia mai assaggiato.
Antipasti
Gli antipasti tipici delle Marche riflettono una tradizione regionale fatta di fritti storici, pane cotto su piastra e preparazioni legate alle feste e alla convivialità, soprattutto nelle zone dell’entroterra e del Piceno.
Cucina italiana
- Olive all’ascolana – Olive verdi del Piceno snocciolate e farcite con un impasto di carni miste, impanate e fritte; simbolo assoluto della tradizione ascolana.
- Cremini (o crema fritta) – Cubetti o rombi di crema pasticcera rassodata, impanati e fritti; presenza fissa nel fritto misto all’ascolana.
- Fritto misto all’ascolana – Antipasto ricco composto da olive ripiene, cremini e altri elementi fritti, servito come apertura conviviale.
- Piconi marchigiani – Fagottini di pasta lievitata fritti, ripieni di formaggio e uova; tipici delle zone interne e delle festività.
- Crescia sfogliata urbinate (servita a spicchi) – Preparazione a base di farina, uova e strutto, cotta su piastra e portata in tavola calda, spesso come apertura del pasto.
- Crescia marchigiana (o crescia cotta su piastra) – Pane basso e morbido cotto su piastra, servito a pezzi come antipasto da condividere.
- Pizza di formaggio (crescia di Pasqua) – Pane lievitato ricco di formaggio, servito a fette come antipasto soprattutto nel periodo pasquale.
- Ciauscolo spalmato su pane caldo – Salume morbido tipico marchigiano utilizzato come antipasto spalmato su crostoni o pane caldo.
- Paccasassi (o spaccasassi) – Pianta spontanea, chiamata finocchio marino che cresce lungo le coste del Monte Conero. Vengono sbollentati e conservati sott’olio.
Queste preparazioni introducono con immediatezza la cucina marchigiana, dove l’antipasto non è mai decorativo ma parte integrante del pasto, spesso condiviso e pensato per aprire l’appetito.
Primi piatti
I primi piatti rappresentano uno dei pilastri della gastronomia delle Marche, con un repertorio che spazia dalle paste all’uovo delle occasioni importanti alle zuppe contadine a base di legumi e cereali.
- Vincisgrassi – Piatto simbolo della regione: pasta all’uovo stratificata con un ricco ragù di carni miste, besciamella e formaggio, cotta al forno; diversa dalla lasagna per composizione e struttura.
- Vucculotti sapa e noci – Pasta, maccheroni o mezze maniche, condite con mosto di uva cotto, noci e pan grattato.
- Frascarelli – Sorta di polenta bianca a base di farina di grano tenero e acqua, caratterizzata da piccoli grumi irregolari di pasta che vengono cotti e conditi con “sugo finto” (senza carne) o un sugo di pomodoro arricchito con guanciale (o pancetta) e una generosa spolverata di pecorino.
- Passatelli in brodo (alla marchigiana) – Impasto di pane grattugiato, uova e formaggio, pressato per mezzo di schiacciapatate direttamente nel brodo di carne; diffuso soprattutto nel nord delle Marche.
- Tajoli con le fave – Formato di pasta ruvida lunga con impasto a base di farina di grano e di fave che si condisce con sugo di fave fresche e guanciale.
- Pasta e ceci alla marchigiana – Minestra densa con ceci, rosmarino e pasta corta o spezzata, tipica della cucina domestica regionale.
- Fregnacce marchigiane – Sottili rettangoli di pasta fresca sbollentati, farciti con sugo di carne, pecorino grattugiato e pepe, arrotolati e gratinati in forno. Preparazione tipica delle aree interne.
- Tacconi di fave – Pasta rustica preparata con farina di fave (o mista), condita tradizionalmente con verdure, pancetta o sughi semplici.
- Tacconi allo Sgagg – Tacconi conditi con sugo a base di aglio soffritto nel lardo.
- Gnocchi al sugo di papera – Gnocchi di patate conditi con ragù di papera, preparazione tradizionale delle zone rurali.
- Cargiù – Ravioli marchigiani ripieni di ricotta di pecora, serviti con ragù ricco di carni miste o burro e salvia.
- Pappardelle o tagliatelle con il ragù bianco di coniglio – Primo piatto legato alla tradizione contadina, con pasta all’uovo fresca o secca condita con ragù bianco di coniglio.
- Ciavarro di Ripatransone – Antica zuppa di farro e legumi tipica del piccolo comune Marchigiano. A base di farro, fave, fagioli, ceci o lenticchie.
In questi piatti si ritrovano i tratti più autentici delle ricette marchigiane, costruite su ingredienti locali, stagionalità e preparazioni tramandate di generazione in generazione.
Cucina e ricette
Secondi piatti tipici
I secondi piatti tipici marchigiani raccontano una regione sospesa tra mare e collina, con una forte tradizione di carni in tegame, arrosti rustici e una cucina di pesce profondamente legata all’Adriatico.
- Coniglio in porchetta – Coniglio arrostito e aromatizzato con finocchietto selvatico, aglio, pepe e erbe; preparazione simbolo dell’entroterra.
- Coniglio in potacchio – Coniglio cotto in tegame con aglio, rosmarino, vino e poco pomodoro; fondo ristretto e profumato.
- Pollo (o galletto) in potacchio – Pollo in umido con aglio, rosmarino, vino e pomodoro in quantità contenuta; classico “della domenica” marchigiano.
- Stoccafisso all’anconetana – Stoccafisso cotto lentamente con patate, pomodoro, acciughe e aromi; secondo identitario della tradizione di Ancona.
- Brodetto di pesce marchigiano – Zuppa/umido di pesci dell’Adriatico con ricetta variabile (a seconda della costa), servita come secondo.
- Moscioli alla marinara – Cozze (moscioli) cucinate con aglio, prezzemolo e fondo di cottura, tipicamente servite come secondo o come antipasto di mare.
- Sardoncini scottadito – Sarde condite con pan grattato profumato con aglio, prezzemolo, olio, sale e pepe, cotte alla brace. Preparazione tipica delle zone confinati con la Romagna.
- Porchetta marchigiana – Maiale arrosto aromatizzato (spesso con finocchio selvatico) e cotto a lungo fino a crosta; servita a fette come secondo o piatto conviviale.
- Faraona al coccio – Faraona cotta lentamente in recipiente di terracotta con aromi e fondo di cottura; secondo rustico dell’entroterra.
- Cappone ripieno – Cappone farcito (pane, uova, formaggio, carne o frattaglie secondo casa), poi arrosto o in tegame; tipico delle tavole festive.
- Cinghiale in umido alla cacciatora Marchigiana – Cinghiale stufato con vino, odori e aromi; secondo di tradizione nelle aree interne e collinari.
- Agnello in potacchio – Agnello cotto in tegame con aromi e vino, spesso in preparazioni familiari legate alla cucina pastorale.
Dalla cucina pastorale a quella marinara, questi secondi definiscono l’identità della cucina delle Marche, fatta di sapori netti, cotture lente e ricette nate per nutrire.
Dizionari ed enciclopedie
Dolci tipici delle Marche
I dolci tipici delle Marche sono strettamente legati al calendario agricolo e religioso, con preparazioni che accompagnano il Carnevale, la Pasqua e le feste di paese.
- Castagnole – Piccole palline dolci fritte diffuse in tutta la regione, talvolta preparate con l’aggiunta di mistrà (liquore all’anice) nell’impasto.
- Cicerchiata marchigiana – Dolcetti fritti a base di palline di impasto legate con miele caldo e spesso arricchite con confettini; tipica del Carnevale e delle feste.
- Frustingo (o frustingolo) – Dolce invernale compatto preparato con fichi secchi, frutta secca, miele o mosto cotto e spezie; diffuso soprattutto nell’entroterra.
- Cavallucci marchigiani – Biscotti rustici a base di farina, zucchero, anice e talvolta uvetta; tipici della tradizione contadina.
- Calcioni dolci – Mezzelune di pasta ripiene di ricotta, zucchero e scorza di agrumi, cotte al forno o fritte; presenti in varie aree della regione, soprattutto nel periodo pasquale.
- Pizza dolce marchigiana – Torta soffice a base di uova e zucchero, spesso farcita con creme e bagnata con liquore, preparata per feste e ricorrenze.
- Funghetti di Offida – Biscotti secchi a base di uova, zucchero e farina, dalla forma irregolare, tipici del borgo di Offida.
- Serpe (o serpe di Ferrara di Montefeltro) – Dolce di pasta frolla ripieno di mandorle, cacao, uvetta e aromi, modellato a forma di serpente; legato alle festività.
- Ciambella strozzosa – Grandi taralli dolci asciutti, prima bolliti poi cotti nel forno, tipici del periodo Pasquale.
- Bostrengo – Dolce povero a base di pane raffermo, frutta secca, miele o mosto cotto; preparazione antica dell’Appennino marchigiano.
- Cresciole: Grandi frittelle piatte e tonde, simili a pizze fritte, ricoperte di zucchero semolato.
- Scroccafusi – Dolcetti fritti a base di uova e farina, simili a piccole ciambelle, tipici delle zone interne.
- Sfrappe – Dolci croccanti di pasta fritta ricoperte da zucchero a velo. Tipici del Carnevale.
Biscotti da credenza, fritture e dolci poveri completano il quadro della cucina marchigiana, mantenendo vivo un patrimonio dolciario fatto di semplicità e memoria.
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Perché le Marche ti restano nel cuore
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