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martedì 19 gennaio 2010

Dal 17 gennaio 2010 è iniziato il carnevale! ecco le sue origini...


Il Carnevale si determina prendendo come riferimento la primavera che entra sempre il 21 Marzo. La Pasqua è la prima domenica dopo la prima luna piena dopo il 21 marzo, le Ceneri sono 40 giorni prima di Pasqua, la fine del Carnevale è "martedì grasso" il giorno prima delle Ceneri. ( 16 febbraio 2010 sarà martedì grasso)

di Giuseppe Emanuele:
Di certo è un periodo magico di baldoria, durante il quale ci si dimentica dei problemi che la vita ogni giorno propone.

Esso è un intervallo che nel calendario liturgico-cristiano si colloca tra l'Epifania e la Quaresima. Riguardo alla etimologia della parola l'ipotesi più attendibile ricollega Carnevale al latino "carnem levare", cioè, alla prescrizione ecclesiastica dell'astensione dal consumo della carne. Paradossalmente, quindi, trarrebbe il nome dal suo opposto giacchè il periodo di Carnevale si caratterizza proprio dal godimento eccentuato o addirittura sregolato dei beni materiali come cibi, bevande, piaceri sessuali, almeno nelle sue origini e radici storiche. Le origini sembrano collocarsi lontane nel tempo: gli studiosi, unanimamente, fanno risalire la nascita del Carnevale ai Saturnali latini. In quei giorni i romani nel celebrare l'anniversario della costruzione del Tempio dedicato al dio Saturno, si riversavano nelle strade cantando ed osannando il padre degli Dei.
Durante quei festeggiamenti veniva praticato il capovolgimento dei rapporti gerarchici ed in genere delle norme costituite della SOCIETA', sicchè i plebei potevano confondersi con i nobili e viceversa grazie ad un travestimento. Più tardi venne introdotto l'uso delle maschere, preso in prestito dai Baccanali, festeggiamenti in onore di Bacco. Presumibilmente con lo scopo di non essere riconosciuti durante le pratiche licenziose festaiole, di cui i latini erano maestri. Il Cristianesimo fece ordine nel complicato panorama delle festività romane e cercò di moderare quelle più smodate e trasgressive. Fu così che i Saturnali divennero Carnevale.
Nel Medioevo esso subì una trasformazione per effetto probabilmente della tradizione pietistica e della diffusa pratica mistica. La Manifestazione divenne fondamentalmente un rito di purificazione come è provato dalla scena culminante della festa che consiste nel funerale di Re Carnevale. Questo senza però perdere il momento trasgressivo di abbandono ai piaceri materiali come viene rappresentato perfettamente dai versi di Lorenzo il Magnifico "chi vuol esser lieto sia di doman non v'è certezza...." tratti dai "CANTI CARNASCIALESCHI". Oggi, dopo alterne vicende di gloria e decadenza, le manifestazioni carnevalesche hanno ripreso con forte vigore. Per un certo aspetto, ed in molti casi, esse sono il frutto di un sincero recupero di tradizioni popolari, da lungo tempo dimenticate, spesso volutamente dimenticate,come una operazione di rimozione da un senso di colpa collettivo per essere esse stesse fortemente paganeggianti e quindi quasi mai condivise dalla autorità religiosa.

i coriandoli prendono il proprio nome dalla pianta Coriandolo, infatti c’era la tradizione di lanciare per divertimento i frutti secchi di questa pianta ricoperti da uno strato bianco, come dei confetti. Successivamente questi dolci hanno lasciato il posto ai pezzettini di carta colorata che conosciamo.

Le tradizioni di Carnevale


La tradizione vuole che le ultime giornate di Carnevale vengano trascorse in allegria e secondo modi particolari in ogni regione: per esempio, in alcune città, si è conservata la tradizione di bruciare il fantoccio carnevalesco, immagine tradizionale delle festa, verso la mezzanotte dell'ultimo giorno di Carnevale. In pochissimi paesi si conserva tutt'oggi l'usanza per cui i sacrestani vanno per le strade del paese ad annunciare con un campanello l'ora della penitenza.
Tra i vari modi di festeggiare il Carnevale ricorre anche l'usanza di pranzi speciali e abbondanti: i contadini abruzzesi solevano festeggiare l'ultimo giorno di Carnevale mangiando per ben 7 volte, cucinando la gallina più vecchia del pollaio con l'augurio di buona salute per tutte le altre.

Le maschere di Carnevale

In ogni regione d'Italia è nata una maschera particolare; tra le più famose: Pulcinella, Arlecchino, Meneghino e Pantalone.

•Pulcinella nasce a Napoli: il suo motto è il “dolce far niente”; porta una camicia bianca con lunghe e larghe maniche, una maschera e un cappello a punta.

•Arlecchino , di Bergamo: allegra maschera multicolore, scherza, dice bugie e si caccia sempre in qualche guaio.

•Colombina, di Siena, la famosa servetta fidanzata di Arlecchino: veste un ampia gonna con grembiulino.

•Burlamacco, la maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio

•Rugantino

•Balanzone

•Capitan Spaventa

I piatti tipici di Carnevale

Molte sono anche le tradizioni legate alle pietanze di Carnevale: tipiche sono le “castagnole”, palline di pasta all'uovo fritte e zuccherate, ma anche le “frappe”, i tortelli di castagne in Romagna e le “chiacchiere” in Lombardia

Nella mia città Fano, il Carnevale è ricordato come il più antico d'Italia http://www.carnevaledifano.com/

 La Leggenda del Costume di Arlecchino

C'era una volta un bambino, chiamato Arlecchino, molto povero che viveva con la sua mamma in una misera casetta.

Arlecchino andava a scuola e, per carnevale, la maestra organizzò una bella festa e propose a tutti i bambini della scuola di vestirsi in maschera.

I bambini accolsero l'idea con molto entusiasmo, parlavano dei loro vestiti coloratissimi e bellissimi.

Soltanto Arlecchino, solo, in disparte,non partecipava all'entusiasmo generale; zitto, zitto, in un angolíno, sapeva che la sua mamma era povera e non avrebbe mai potuto comprargli un costume per quell'occasione!

Ma agli altri bimbi dispiacque vedere Arlecchino tanto triste, così ciascuno di loro decise di portare alla sua mamma un pezzetto di stoffa avanzata dai loro costumi colorati. La mamma lavorò tutta la notte, cucì fra loro tutti i pezzi diversi e ne fece un abito. Al mattino Arlecchino trovò un bellissimo abito di tanti colori diversi. Cosi, alla festa della scuola fu proprio lui la maschera più bella e più festeggiata... e tutto questo grazie all'aiuto che i suoi compagni gli avevano dato.

Così, la leggenda ci racconta, nacque il costume di Arlecchino

Il mercoledì delle ceneri: 17 febbraio 2010
Il Mercoledì delle Ceneri (o Giorno delle Ceneri o, più semplicemente, Le Ceneri), nelle chiese cattoliche di rito romano e in alcune comunità riformate, è il primo giorno della Quaresima, ovvero il primo giorno del periodo liturgico "forte" a carattere battesimale e penitenziale in vista della Pasqua cristiana e che ha inizio dopo il cosiddetto Martedì grasso, ultimo giorno di Carnevale.

In questo giorno, tutti i cattolici dei vari riti latini (eccetto il rito ambrosiano) sono tenuti a far penitenza e ad osservare il digiuno ecclesiastico. Nel rito ambrosiano, in cui la Quaresima inizia la domenica successiva, l'imposizione delle Ceneri avviene di preferenza il lunedì seguente, anche se può essere effettuata nella prima domenica di Quaresima; il giorno di digiuno e astinenza viene posticipato al primo venerdì di Quaresima.
La denominazione "delle ceneri" fa riferimento alla funzione liturgica del giorno, durante la quale si pone un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte dei fedeli per ricordare loro la caducità della vita terrena e per spronarli all'impegno penitenziale della Quaresima. Infatti, il rito dell'imposizione delle ceneri prevede anche la pronuncia di una formula, scelta fra due possibilità:
"Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai"
"Convertiti e credi al Vangelo"

5 commenti:

  1. quante cose interessanti ci hai detto,grazie!!

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  2. Un bel lavoro di ricerca, Bravissima. Clementina

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  3. grazie!!! stasera lo faccio leggere a mio figlio, si appassiona un sacco per queste cose. Bacioni

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  4. Ciao a tutte e 4! la mia è la vostra curiosità che mi piace condividere con voi...mi fa piacere che gradite :))

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Grazie della visita al mio blog, e grazie in anticipo dei vostri graditissimi commenti :)

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