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lunedì 30 novembre 2009

Gnocchi di zucca

Questi gnocchi di zucca mi son piaciuti molto, non l'avevo mai fatti, e mannaggia....ne ho fatti pochi! :((

Qesti sono gli ingredienti della ricetta originale:
(io ho fatto a occhio avendo come totale di zucca cotta sui 500 gr)

kg 1 zucca gialla soda
gr 200 farina bianca 0
1 uovo intero
noce moscata da grattuggiare
sale, pepe da grattuggiare
burro fuso per condire
parmigiano da grattuggiare
 Preparazione:
Tagliate a pezzi la zucca, pulitela dai filamenti, da semi e dalla scorza, mettetela a cuocere nel forno a 200° per 1 oretta. Qunado sarà cotta passatela al setaccio (io l'ho schiacciata con una forchetta), aggiungete la farina, l'uovo, il sale e la noce moscata. Dovete ottenere un composto semidenso. Mettete al fuoco una pentola d'acqua e portatele ad ebollizione, salatela e  fatevi scendere il composto di zucca a cucchiaini. Appena vengono a galla sono cotti. Conditeli con burro fuso caldo, pepe e formaggio grattuggiati di fresco. Che delizia.....

Dolcetto superveloce


Questo è un dolcetto che ho fatto stasera mentre preparavo la cena, è facilissimo e buonissimo. Ho preso un rotolo di pasta sfoglia, c'ho spalmato su tutta la superfice la crema " dulce de leche" ( confezionata in barattolo di vetro che ho acquistato in un centro commerciale in Romagna), poi l'ho arrotolato su se stesso e l'ho tagliato a fettine di 2 cm e messe le fette su un foglio da carta da forno e cotte a 200° per 15 minuti ca. Questi dolcetti freddi sono teneri e dolci al punto giusto....mmmm!!!

domenica 29 novembre 2009

Corona dell'avvento




Questa è la mia corona dell'avvento, purtroppo è sintetica, ed è decorata con palle di vetro decorate da me. La candela bianca l'accenderò il giono di Natale.



La disposizione di quattro ceri su una corona di rami sempre verdi, in uso soprattutto nei paesi germanici e nell’America del Nord, è divenuta simbolo dell’Avvento nelle case dei cristiani. La corona di Avvento, con il progressivo accendersi delle sue quattro luci, domenica dopo domenica, fino alla solennità del Natale, è memoria delle varie tappe della storia della salvezza prima di Cristo e simbolo della luce profetica che via via illuminava la notte dell’attesa fino al sorgere del Sole di giustizia (cf. Ml 3, 20; Lc 1, 78).


Un po’ di storia della corona d’Avvento
La sua origine va ricercata presso i Luterani della Germania orientale. La corona d'Avvento può essere considerata la continuazione di antichi riti pagani che si celebravano nel mese di yule (dicembre) con luci. Nel sec. XVI divenne simbolo dell'Avvento nelle case dei cristiani. Questo uso si diffuse rapidamente presso i protestanti e i cattolici. Successivamente fu impiantato anche in America. La corona d'Avvento è costituita da un grande anello fatto difronde d'abete (si usa anche il tasso o il pino, oppure l'alloro). E sospesa al soffitto con quattro nastri rossi che decorano la corona stessa. Può anche essere collocata su di un tavolo. Attorno alla corona sono fissati quattro ceri, posti ad eguale distanza tra di loro. Si inizia, quindi, ad attendere il Natale con la prima domenica di Avvento. La tradizione vuole che essa sia di forma circolare poiché il cerchio è, fin dall’antichità, un segno di eternità e unità. Come l’anello, che è tutto un continuo, la corona è anche segno di fedeltà: la fedeltà di Dio alle promesse. Quindi, la corona dell’Avvento deve mantenere la sua forma circolare e non diventare una qualsiasi composizione floreale, come si tende a fare oggigiorno, con quattro candele. La corona, che è un segno di regalità e vittoria, annuncia che il Bambino che si attende è il re che vince le tenebre con la sua luce. I rami sempreverdi dell’abete o del pino che ornano la corona sono i simboli della speranza e della vita che non finisce, eterna appunto. Questi rami richiamano anche l’entrata di Gesù in Gerusalemme, accolto come Re e Messia e salutato con l’agitare di rami. Ancora oggi la liturgia ambrosiana pone nell’Avvento, il racconto dell’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme. Per ornare la corona si usano nastri rossi o violetti: rosso o rosa, simbolo dell’amore di Gesù che diventa uomo; violetto, segno della penitenza e della conversione per prepararsi alla sua venuta. Data la sua origine la corona d’Avvento ha una funzione soprattutto religiosa: annuncia l’avvicinarsi del Natale a tutti coloro che vogliono prepararsi ad esso. Il consumismo moderno se ne è impadronito, ne ha predisposte di tutte le forme e con materiali diversi, ne ha fatto un motivo ornamentale natalizio che si trova non solo nelle case e nelle chiese, ma anche nei negozi, nelle piazze, durante i concerti, durante le feste. Le quattro candele hanno un loro significato: la candela dei Profeti che si accende la prima domenica di Avvento, quella di Betlemme che viene accesa la seconda domenica, quella dei pastori che viene accesa la terza domenica e infine quella degli angeli che viene accesa l’ultima domenica, prima di Natale. Le candele vengono accese una per settimana, ogni domenica, quando la famiglia è riunita. Di solito l’accensione è riservata ai più piccoli, proprio perché questa tradizione è nata per preparare i bambini al Natale. Durante la settimana si possono riaccendere le candele (una per la prima settimana, due per la seconda settimana….e così via, fino ad avere tanta luce con le quattro candele accese) quando si mangia insieme, quando arriva un ospite. La prima candela, quella che si accende la prima domenica di Avvento, si chiama “Candela del Profeta”ed è la candela della speranza. Ci ricorda che molti secoli prima della nascita di Gesù ci furono uomini saggi, chiamati profeti, che predissero la sua venuta al mondo. Un profeta di nome Michea predisse perfino che Gesù sarebbe nato a Betlemme. La seconda candela, chiamata “Candela di Betlemme”: candela della chiamata universale alla salvezza; ci ricorda la piccola città in cui nacque il Salvatore. La terza candela è chiamata la “Candela dei pastori”, candela della gioia, perché furono i pastori ad adorare il santo Bambino e a diffondere la lieta notizia.La quarta candela è al “Candela degli Angeli” per onorare gli Angeli e la notizia cheportarono agli uomini in quella notte meravigliosa.
tratto da http://www.arcidiocesigaeta.it/Public/Documenti/LA%20CORONA%20DELL.pdf

mercoledì 25 novembre 2009

Torrone morbido napoletano

Rieccoci col cioccolato! ho visto questa ricetta da dolciagogo.blogspot.co e non ho saputo resistere!!! è davvero una bomba di calorie e di bontà :))
Sto sperimentando nuove ricette in vista del Natale e dei dolci che porterò ai miei parenti e questo torrone farebbe felici tutti, altrochè quelli industriali! ve lo consiglio, grazie Imma .

Ah! il piatto è dipinto a mano da me ;)


Ingredienti

200g di cioccolato fondente da copertura

200g di cioccolato bianco di buona qualità
400g di nutella
250g di nocciole tostate (potete utilizzare anche il cioccolato con le nocciole direttamente)
Stampo da plum cake da un kg abbastanza corto e alto

 Facciamo fondere a bagnomaria il cioccolato fondente, foderiamo con il cioccolato lo stampo il più omogeneamente possibile, ruotando man mano lo stampo tra le mani(va benissimo anche uno stampo in alluminio oppure un classico stampo da plum cake)facendolo aderire bene alle pareti poi poi lo mettiamo qualche minuto in frigo per farlo indurire mettiamo il cioccolato bianco a fondere e aggiungiamo la nutella e le nocciole che avremo precedentemente diviso a metà facendo raffreddare un pò il composto affinchè non fonda il cioccolato della base.
Quindi aggiungiamo la crema e lasciamolo in frigo almeno un paio d’ore a solidificare dopo di che si taglia in fette.


Oggi giornata mondiale contro la violenza alle donne


A tutte le donne...
difendiamo i nostri diritti, la nostra libertà, la nostra anima, il nostro corpo.

Plurali difficili



Lo so che questo post non c'entra niente in un blog di cucina, ma oggi avevo un dubbio su un plurale e sono andata a cercare la parola corretta. Vorrei condividere con voi questa interessante pagina tratta da www.accademiadellacrusca.it


Plurali difficili. Con questa scheda, tratta dal volume Il salvaitaliano di Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, speriamo di risolvere i molti dubbi riguardo alle forme plurali di alcune parole italiane, espressi da Gina Pirantoni, Maria Teresa Greco, Matteo Iavarone...



Plurali difficili




Singolare Plurale


l'acacia le acacie


l'audacia le audacie


la camicia le camicie


la ciliegia le ciliegie


la fiducia le fiducie


grigia grigie


malvagia malvagie


la socia le socie


sudicia sudicie


la valigia le valigie


Nomi e aggettivi in -cia e -gia che perdono la i al plurale:


Singolare Plurale


l'arancia le arance


la bertuccia le bertucce


la bilancia le bilance


la bisaccia le bisacce


la boccia le bocce


la buccia le bucce


la caccia le cacce


[la cartuccia le cartucce]


la chioccia le chiocce


la cuccia le cucce


la doccia le docce


la faccia le facce


la fettuccia le fettucce


la focaccia le focacce


la foggia le fogge


la frangia le frange


la freccia le frecce


la goccia le gocce


la guancia le guance


la lancia le lance


la loggia le logge


malconcia malconce


la mancia le mance


massiccia massicce


la minaccia le minacce


l'oncia le once


l'orgia le orge


la pancia le pance


la pelliccia le pellicce


la pioggia le piogge


la pronuncia le pronunce


la provincia le province


la puleggia le pulegge


la quercia le querce


la rinuncia le rinunce


la roccia le rocce


la saccoccia le saccocce


la salsiccia le salsicce


la scaramuccia le scaramucce


la scheggia le schegge


sconcia sconce


selvaggia selvagge


la spiaggia le spiagge


la torcia le torce


la traccia le tracce


la treccia le trecce


Perdono la -i- anche i nomi e gli aggettivi che finiscono in -accia, -iccia, -occia, -uccia:


Singolare Plurale


cosuccia cosucce


grassoccia grassocce


mangereccia mangerecce


parolaccia parolacce


rossiccia rossicce


Per ricordare in quali casi la i si mantiene e in quali si perde, basta fare attenzione a un particolare: se la c e la g sono precedute da una vocale (ciliegia, camicia, fiducia), allora la i si mantiene nel plurale; se invece la c e la g sono precedute da una consonante (pioggia, pancia), allora la i si elimina. La cosa migliore da fare è controllare i plurali difficili sul vocabolario. Oltre a indicarvi la forma giusta, esso avverte che, accanto ai plurali considerati corretti, anche forme come ciliege, valige, e provincie sono ormai usate e largamente accettate.»

lunedì 23 novembre 2009

Mandarini al caramello

Stasera ho preparato questo dessert di frutta, ha un sapore particolare, dolce e acidulo e nel complesso è buono e sfizioso...
La tovaglia blu è dipinta in oro a mano da me.


1,3 kg di mandarini
100 gr di zucchero
acqua

Preparazione


Preriscaldate il forno a 250°, poi sbucciate i mandarini lasciandone da parte tre. Togliete tutti i fili bianchi dei mandarini usando un coltello con la punta.Tagliateli a metà orizzontalmente togliendo tutti i semini.
Sistemate i mandarini su una teglia coperta da carta da forno e cospargeteli con 2 cucchiai di zucchero e metteteli in forno per 10 minuti.Adesso prepariamo il caramello, spremete il succo dei 3 mandarini in una ciotolina. Prendete un pentolino e versate il succo dei mandarini con lo zucchero rimasto e 2 cucchiai di acqua. Mescolate con un cucchiaio di legno fino a quando lo zucchero non sarà diventato marrone chiaro, ci vorranno circa 10 minuti.Sfornate i mandarini e sistemateli in un piatto da portata, cospargeteli di caramello e lasciateli raffreddare per circa 10 minuti prima di servirli. Ricetta presa da http://www.buttalapasta.com/




Mandarino



Il mandarino, un agrume delle dimensioni di un limone e dalla forma più schiacciata, è il frutto di un albero (Citrus nobilis) che proviene dalla Cina.


Varietà

Sono molto diffusi alcuni ibridi derivanti dall'incrocio del mandarino con altre specie di alberi da frutto:


clementina: ibridazione con l'arancio amaro
mapo: ibridazione con il pompelmo
mandarancio: ibridazione con l'arancio. Particolarmente apprezzato per la facilità con cui può essere sbucciato, la polpa molto dolce e succosa e la quasi totale assenza di semi.


Caratteristiche qualitative

Al momento dell'acquisto la buccia del mandarino dev'essere elastica, non troppo aderente al corpo del frutto, di un colore arancione brillante e uniforme. Non devono essere presenti macchie, ammaccature o aree molli.

Conservazione

Potete conservare i mandarini a temperatura ambiente per 2 – 3 giorni oppure in frigorifero per circa 1 settimana.


Proprietà nutritive

Il mandarino è particolarmente ricco di zuccheri (oltre il 17%), pertanto risulta abbastanza calorico (72 calorie per 100 g) e tende a non saziare molto; pertanto, è bene consumarlo con attenzione e in quantità moderate. Garantisce un buon apporto di vitamina C, antiossidanti e fibre

sabato 21 novembre 2009

Liquore al cioccolato



Oggi vi voglio dare la ricetta di un mio cavallo di battaglia...
Il liquore al cioccolato è una ricetta che uso da tanti anni, che ho regalato ai golosoni di cioccolato come me, che l'anno bevuto con alto gradimento :))
Come vedete io ce l'ho pronto in casa in una bella bottiglia di cristallo dipinta a mano da me.

Ingredienti:

1 lt di latte intero
1 kg di zucchero
gr 225 cacao van houten o altra marca
gr 250 alcool puro per liquori
1 pizzico di cannella
1 bustina di vanillina

Riposo:

1 mese
Preparazione:

Scaldare il latte senza bollirlo, aggiungere il cacao attraverso un colino, poi mettere lo zucchero e mescolare bene. Rimettere sul fuoco e far bollire tutto per 5 minuti sempre girando in continuazione. Togliere dal fuoco e far raffreddare bene, quindi aggiungere a questo composto l'alcool, la cannella e la vanillina, mescolare bene tutto e versare il liquore ottenuto in una bella bottiglia e conservare a temperatura ambiente 1 mese prima di berlo (se ci riuscite!). Prima di servirlo, agitare la bottiglia.

venerdì 20 novembre 2009

Origini dell'albero di Natale

Ci sono molte leggende che riguardano le origini dell'Albero di Natale. Ecco di seguito alcune tra le più suggestive.

Tuttogif.com


L'abete era uno degli alberi del giardino dell'Eden, per la precisione l'Albero della Vita.

Quando Eva colse il frutto proibito, le sue foglie avvizzirono fino a diventare aghi e non fiorì più fino alla nascita di Gesù Bambino.

Un'altra leggenda parla di un altro albero dell'Eden, l'Albero del Bene e del Male.

Quando Adamo fu scacciato dall'Eden portò con sè un ramoscello che in seguito divenne l'abete che servì per la Santa Croce e diventando poi l'Albero di Natale.

Altre leggende parlano addirittura proprio dell'Albero del frutto proibito e, nel Medio Evo, fu messo al centro delle rappresentazioni sacre.

La leggenda che segue fa invece nascere la tradizione presso i Germani.

Un boscaiolo, tornando a casa in una fredda notte invernale, restò incantato a guardare la bellezza di un abete che brillava di mille ghiaccioli e stelle.Gli venne così l'idea di adornare con luci e carta colorata un albero simile che sorgeva davanti la sua casa.

In un villaggio, alla Vigilia del Natale, un ragazzo si recò nel bosco per cercare un ceppo di quercia da bruciare nel camino così come era tradizione. Però, attardatosi, si perse durante una fitta nevicata. Per ripararsi dalla neve si rifugiò sotto l'unico albero ancora verdeggiante, in mezzo a tutte le altre piante spoglie. Quell'albero era l'abete.Il ragazzo, infreddolito e impaurito, si raggomitolò ai piedi del tronco e si addormentò. L'albero si impietosì e per meglio ripararlo abbassò i suoi rami fino a terra, quasi a formare un riparo per proteggere il ragazzo dalla neve e dal freddo.Al mattino fu svegliato dalle voci dei suoi compaesani che lo stavano cercando. Solo dopo che si ritrovarono, tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che la natura aveva creato: la neve, posandosi sui rami, aveva formato decorazioni scintillanti che, insieme ai tanti ghiaccioli, brillavano alla luce del sole.

Così l'abete venne preso come simbolo del Natale e in tutte le case lo si decora e lo si illumina per ricreare lo spettacolo sfolgorante che apparve in quel bosco ai contadini, la mattina di Natale.

Da allora anche gli abeti nelle foreste mantennero la caratteristica di piegare i rami verso il basso.

Un'altra leggenda è invece legata al miracolo compiuto dal vescovo Winfried, divenuto poi santo col nome di Bonifacio.Mentre era missionario nella Germania settentrionale si imbattè in alcuni pagani, adoratori di una quercia, che preparavano il sacrificio del piccolo principe Asulf al dio Thor.Bonifacio fermò tale atto barbaro e abbattè la quercia, al cui posto apparve subito un abete.Il vescovo spiegò ai pagani che, trattandosi di un albero sempreverde, era l'albero della vita e pertanto rappresentava Cristo.

La natura di albero sempreverde dell'abete fa risalire la tradizione ai Romani che, alle calende di gennaio, usavano regalarsi un rametto di sempreverde come augurio di buona fortuna...

...Oppure ai Druidi, gli antichi sacerdoti dei Galli, che fecero dell'abete un simbolo di lunga vita, onorandoli nelle feste invernali.

Oppure si dice sia nato in Norvegia. Si trattava di un grosso frassino che affondava le sue radici nel profondo della terra e le cui cime toccavano il cielo.

Qualcuno attribuisce a questa tradizione origini pagane antichissime, quando un ceppo veniva bruciato nel giorno del solstizio d'inverno in omaggio al Sole.

Da qui deriverebbero i vari significati: le luci sono le scintille dei falò, le decorazioni sono la speranza di prosperità, l'abete è il simbolo della speranza della rinascita e i fili d'oro e d'argento sono i capelli delle fate.

Nella tradizione cristiana l'albero di Natale è "l'albero cosmico", cioè la manifestazione divina del Cosmo, dove le luci rappresentano Cristo che illumina l'umanità (in quanto Gesù è la luce del Cosmo) e i doni e le decorazioni simboleggiano la sua generosità verso gli uomini.

Gli antichi germani appendevano alcune pietre colorate per richiamare gli spiriti fuggiti con la caduta delle foglie. Questi sassi colorati vennero con il tempo sostituiti con ghirlande, nastri e frutti colorati e la tradizione venne sempre più collegata al Natale al punto che i missionari sostituirono la quercia con l'abete, perchè la sua forma triangolare simboleggiava la Santissima Trinità.

La tradizione dell'albero di Natale, così come lo conosciamo noi, nacque in Germania nel 1611.
Si racconta che la duchessa di Brieg avesse già preparato tutto nel suo castello per festeggiare il Natale ma notò che un angolo del salone appariva vuoto.Uscì allora nel parco per cercare qualcosa di adatto e trovò un piccolo abete. Lo fece trapiantare in un vaso e trasferire nel salone.

In Francia, invece, il primo albero di Natale fu introdotto nel 1840 dalla duchessa D'Orleans.

Un'altra tradizione racconta invece che i contadini, nella Notte Santa, per ringraziare la terra della sua generosità, usassero appendere ad un grosso abete i frutti del loro lavoro

Apparecchiare la tavola

Il modo in cui si apparecchia la tavola è molto importante: innanzitutto occorre tenere presente di che occasione si tratta: quindi se il pranzo o la cena sono un raduno tra semplici amici sono consentiti anche tovaglie,tovaglioli e stoviglie di carta, soprattutto adesso che ne esistono con stampe simpatiche e bellissime, ma anche qui un piccolo accorgimento è quello di non mischiare troppe fantasie, se possibile è meglio usare una fantasia unica che riprenda il motivo sia della tovaglia che dei tovaglioli che delle stoviglie.


Se invece l'occasione è più ufficiale è necessario preparare una tavola un po' più raffinata, quindi se si usa una tovaglia bianca possiamo giocare un po' sul colore dei piatti, se invece la tovaglia è colorata è meglio utilizzare piatti di ceramica bianca.

Importante è anche sapere il modo in cui si devono sistemare sulla tavola piatti, bicchieri e posate ecco un'illustrazione che ci può aiutare:




1. Tovagliolo ripiegato a triangolo o a rettangolo
2. Dall'esterno: forchette per antipasto, primo e secondo
3. Sottopiatto, piatto e piattino per l'antipasto
(quello fondo si mette dopo aver portato via il piattino per l'antipasto)
4. Coltello
5. Cucchiaio per i primi in brodo
6. Bicchiere da vino rosso
7. Bicchiere da vino bianco
8. Bicchiere da acqua
9. Coltellino e forchettina da frutta e cucchiaio da dolce
10. Piattino per il pane


tratto da  www.lascatoladeisegreti.it

mercoledì 18 novembre 2009

Piadina sfogliata di Claudio




Qualche sera fa ho fatto questa meravigliose piadine, sono sfogliate, perchè c'è lo strutto, e si sciogono in bocca, sono leggere e si conservano in frigo per qualche giorno e si possono anche surgelare. Vi consiglio di provarle anche se il procedimanto è un po' lungo, vale la pena, anche perchè quelle che si comprano sono spesso molto unte, precotte e chissà perchè anche pesanti e poco digeribili.
Ecco la ricetta, con questa dose ne otterete tante, ma non andranno a male...

Ingrdienti:

kg 1 di farina 0
1 uovo
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di olio di semi
3 cucchiai di strutto fuso
1/2 bicchiere di latte tiepido
acqua tiepida q.b.

Impastare tutti gli ingredienti, aggiundendo acqua quanto basta ad ottenere un impasto sodo e elastico.


poi dall'impasto ricavate dei pesetti da circa 120 gr



 da ognuno dei pesetti ricavate la piadina, e spennelarla con altro strutto fuso


 poi arrotolatela come una sigaretta stretta stretta


e dopodichè arrotolatela a chiocciola

Ora mettete tutte le "chiocciole di piadina in frigo fino al momento di cuocerle, coperte con un canovaccio umido. Prima di cuocerla dovete stenderla con il mattarello così com'è a chiocciola e cuocerla in una padella leggermente unta di strutto. Così pronte da cuocere si conservano in frigorifero per 5 giorni, basta solo stenderle e cuocerle.

...tutto chiaro?

lunedì 16 novembre 2009

Crema al cioccolato

crema goduriosa, gioiosa, voluttuosa....
ebbene... sì! cioccolato, cioccolato,cioccolato


Ciao Ely, questa è la crema che mi hai richiesto poco fa al telefono, la posto anche quì perché é troooppo buona! Questa crema è adatta per farcire torte, ma anche da mangiare come dessert freddo in coppa, o..come volete voi. La ricetta è tratta dal favoloso sito di www.nennaki.it (complimentissimi). Vai sul sicuro Ely con questa crema al cioccolato farcirai la torta di compleanno di Sara e lei e gli altr bimbi si leccheranno i baffi! garantito da una supergolosa...

1/2 litro di latte
gr 50 di farina 00
gr 125 di  zucchero semolato
gr 50 di cacao amaro ottimo
gr 100 di cioccolato fondente ottimo


In una pentola miscelare zucchero, cacao e farina schiacciandoli con un cucchiaio per eliminare eventuali grumi. Aggiungere lentamente il latte formando prima una cremina e poi versare tutto il resto. Mettere a cuocere a fuoco dolce, e fare addensare la crema senza arrivare all'ebollizione, quindi aggiungere il cioccolato fondente tagliato a scagliette e amalgamare bene tutto  ...pronta!

Plum cake con farina di castagne


Oggi dopo pranzo ho fatto questo dolce, che desideravo fare da tanto tempo ma, attendevo le castagne di stagione per renderlo più "attuale" e più vero... Anche questo come tutti i miei dolci postati rientra nei mie preferiti perchè é semplice, si sentono veramente le castagne, e in cucina usciva dal forno un profumo delizioso, infatti ho aspettato che si raffreddasse e poi verso le 17 ho fatto un buon thè caldo ed una fettina di questo dolce e...sono ripartita in quarta a lavorare! :)) ricetta presa anni fa da http://www.cooker.net/

Ingredienti:

gr 150 farina di castagne
2 uova
gr 100 zucchero semolato
gr 80 burro sciolto
3 cucchiai di rum (io ho usato il marsala secco)
2/3 di bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina (facoltativa)


Amalgamare tutti gli ingredienti, partendo da tutti i liquidi insieme, pper poi aggiungere lo zucchero, la farina e il lievito, mettere in un piccolo stampo da plum cake


mettere in forno a 170° per 40 minuti


eccolo quà ancora intero...per pochi minuti

quando sarà freddo potrete:
  • spolverizzarlo di zucchero a velo,o
  • ricoprirlo di cioccolato fondente fuso, e/o
  • farcirlo con confettura di marroni
  • decorarlo con marron glacè

sabato 14 novembre 2009

Risotto al radicchio

Buongiorno e buon fine settimana a tutti!
Volete sapere cos'ho mangiato per pranzo oggi?
un buonissimo risotto con il radicchio...


volete anche voi la mia ricetta?

eccola...

Ingredienti per 2 persone:

gr 130 riso vialone nano
1/2 dl vino rosso
1 cucchiaio di parmigiano grattuggiato
gr 5 burro
1 piccola cipolla
1 radicchio trevisano
4 dl brodo vegetale
sale. pepe

Sciogliere il burro in una casseruola, aggiungere la cipolla tagliata sottile e farla appassire, versare il riso e aspettare che diventi traslucido, quindi unire le foglioline rosse del radicchio tagliate sottile senza la parte bianca, e bagnare il tutto con il vino. Quando il risotto sarà pronto, spegnere la fiamma, unire il formaggio, aggiustare di sale; amalgamare bene il tutto e lasciar riposare per un paio di minuti prima di servire ben caldo con pepe nero macinato al momento.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Elena di http://www.gnamgnam.it/index.php/2010/03/02/la-cucina-a-colori-la-prima-raccolta-di-ricette.htm

venerdì 13 novembre 2009

Bon ton a tavola






Ho sempre apprezzato le buone maniere, l'educazione e il rispetto anche a tavola, ecco quì un promemoria per me e per tutti voi   ;)



Divieti!
Sedersi a tavola prima della padrona di casa
Tenere il cellulare acceso.
Rifarsi il trucco o i capelli.
Appoggiare i gomiti sul tavolo.
Giocherellare con i bicchieri o con le posate.
Fare le palline di pane.
Augurare Buon Appetito.
Chiedere pane o gli stecchini.
Servirsi da un piatto da portata con le posate personali.
Iniziare a mangiare prima della padrona di casa.
Mischiare vino ed acqua.
Bere prima di aver pulito la bocca con un tovagliolo.
Bere facendo rumore.
Far rumore con le posate tra i denti.
Fare dei bocconi troppo grandi.
Mangiare con ingordigia.
Masticare con la bocca aperta o facendo rumore.
Fare la scarpetta.
Usare gli stecchini.


Attenzione a...
Prima di essere serviti o servirsi fare attenzione a togliere il tovagliolo dal piatto ed appoggiarlo sulle gambe.
Servire o servirsi da bere da destra, evitando di far tendere la testa all'indietro e di bere tutto d'un colpo.
Utilizzare le posate a partire da quelle più esterne.
Quando si è finito di mangiare le posate vanno poggiate nel piatto alle quattro e venti o riposte sul poggiaposate se non è previsto il cambio.
Il bicchiere a calice lo si regge dalla base del calice stesso o al massimo dallo stelo mantenendolo con due sole dita (indice e pollice).
Nei brindisi in onore di qualcuno non è ammessa l'astensione. Gli astemi possono limitarsi a sfiorare il bicchiere con le labbra. I bicchieri non si toccano ed è da escludersi il "cin cin". Nei pranzi privati con un numero di commensali limitato si può rimanere seduti, mentre nei pranzi ufficiali ci si deve alzare.
Ridere con discrezione evitando di emettere suoni acuti.
Soffiare il naso con discrezione e senza fare troppo rumore, magari allontanandosi dalla tavola.
I noccioli della frutta vanno raccolti in una mano chiusa per poi essere depositati nel piatto.


Preparazione della tavola
La tavola deve essere apparecchiata con cura prima dell'arrivo degli ospiti.
Ogni commesale dovrà avere il sottopiatto, il piatto piano e la fondina. Il sottopiatto dovrà rimanere per tutta la durata del pranzo o della cena.
Le posate vanno predisposte nella seguente maniera: a destra del piatto vanno il coltello (con la lama rivolta verso l'interno) ed il cucchiaio, a sinistra le forchette (una o due a seconda delle portate), in alto le posate da dessert.
I bicchieri devono essere disposti a destra del piatto sopra i coltelli. Si procede da sinistra verso destra per disporre quello più grande per l'acqua, poi quello medio per il vino rosso e quello piccolo per il vino bianco. Il bicchiere per lo spumante può essere messo sopra questi.
Il tovagliolo deve essere piegato in maniera semplice, ad esempio formando un quadrato, per poi essere appoggiato sopra ai piatti.
Al centro del tavolo, ma senza creare intralcio, può essere disposto un cetrotavola.
Il sale, il pepe, l'olio e l'aceto vengono portati a tavola solo su richiesta dei commensali.


Assegnazione dei posti
Se il numero di persone è limitato è possibile un'assegnazione dei posti casuale, altrimenti si devono utilizzare dei segnaposto.
L'ospite più anziano e di maggior riguardo dovrà sedere alla destra della padrona di casa ed il secondo ospite d'onore alla sua sinistra. Il padrone di casa avrà a destra l'invitata di maggior riguardo e a sinistra la seconda.
I posti tra uomini e donne devono essere disposti in maniera alternata.
Servire in tavolaI piatti da portata devono essere serviti da sinistra iniziando dalla persona seduta alla destra della padrona di tavola.
Si servono prima le signore poi i signori.
Il vino deve essere servito solo dopo il primo antipasto.
Le portate vanno servite due volte, e ogni commensale viene servito in maniera contenuta.
I piatti devono essere sostituiti ad ogni cambio di portata.
Il pane deve essere riposto nell'apposito piattino.
La padrona di casa deve fare attenzione che non manchi il pane o l'acqua.
Il padrone di casa deve dare consiglio sul vino e facendo attenzione che non manchi.
Prima di servire il dessert vanno tolti tutti i bicchieri e le posate inutili.
I liquori devono essere serviti dal padrone di casa mentre la padrona di casa serve i dolci.



Altre nozioni di galateo a tavola

Per tutte le portate vanno utilizzati piatti di servizio.
Si porge il vassoio di portata da sinistra, tenendolo leggermente sollevato.
I piatti si tolgono da destra (un ospite alla volta), e si sostituiscono da sinistra con piatti nuovi e posate adatte.
Le posate sporche si ritirano sul piatto sporco, mentre quelle pulite devono essere portate sino al tavolo su un piatto e poi posate sul tavolo: coltello e cucchiaio da minestra sulla destra e forchetta sulla sinistra.
Si comincia dalla signora più importante, e si serve per ultima la padrona di casa.
Si prosegue con il signore più importante, e si serve per ultimo il padrone di casa.
Tra amici è pratico far passare la pietanza da uno all'altro, senza troppe formalità.
II cibo deve essere suddiviso in piccole porzioni, se possibile, in modo che l'ospite si possa servire facilmente.
Si possono servire due volte gli antipasti, i secondi, molti primi, ma mai il consommé, la minestra, il formaggio e la frutta.
L'acqua va servita all'inizio, anche prima che gli ospiti si siedano, riempiendo i bicchieri non oltre la metà.
II vino invece va servito di volta in volta (meglio se direttamente dal padrone di casa) e il bicchiere non va mai riempito oltre la metà.
Se cambiate vino, occorre cambiare bicchiere.
II vino rosso va aperto in anticipo e versato in una caraffa.
Vino e acqua si servono da destra.
I vini vanno serviti in quest’ordine: bianchi leggeri, rossi leggeri, rossi pesanti.
Il caffè e i liquori si servono di solito non a tavola, ma in salotto.
I vini da dessert si servono a tavola.
II pane è più indicato di piccolo formato, per non doverlo tagliare prima di servirlo. Si prende dal cestino con l'apposita pinza appoggiandolo sul piattino da pane (in alto a sinistra rispetto al piatto); in mancanza dei piattini si mette sulla tovaglia.
Se alternate antipasti freddi e caldi, questi ultimi vanno serviti per primi.
Brodo, zuppe o creme si servono già versati nelle apposite tazze o nel piatto fondo e non si offrono mai una seconda volta.
La pasta asciutta si serve su grandi piatti di portata e può essere servita una seconda volta.
II pesce va presentato intero, pulito e diviso solo dopo.
Arrosti e brasati vanno offerti già tagliati o divisi in pezzi.
L'insalata deve essere servita in un piatto messo a sinistra del commensale prima della pietanza che accompagna e, quando arriva sul tavolo, deve essere condita.
L'insalata va condita in un recipiente non metallico: l'aceto e il limone, infatti, a contatto con il metallo possono dare al cibo un cattivo sapore.
I contorni caldi vanno sistemati a decorazione del secondo.
Gli sformati di verdure vanno serviti a parte.
Se offrite due secondi (pesce e carne), intervallateli con un sorbetto al limone in coppette.
I formaggi (almeno 4 tipi) vanno tolti dal frigo un'ora prima, liberati dagli involucri e disposti sull'apposito piatto o su un tagliere.
Prima del dolce, il pane avanzato va tolto e le briciole spazzate via con la speciale spazzola o con una paletta d'argento.

Dolci e gelati vanno serviti subito dopo il formaggio e prima della frutta.
Le torte vanno presentate intere, poi tagliate a piccole fette. La piccola pasticceria si porge su un vassoio al momento in cui si servono vini da dessert, caffè e liquori.


Quanto pesa 1 cucchiaio, o una cup di farina, zucchero, olio, ecc




In cucina non sempre si può andare a occhio, ma le nonne come facevano se non avevano tutti i nostri modernissimi attrezzi?

Ci sono, anche per noi oggi, piccoli strumenti alternativi che ci vengono in aiuto se la bilancia fa capricci.
Cio che troviamo in casa può essere utile, anche tra le normali stoviglie si possono individuare pratici misurini.


CUCCHIAIO : si intende quello da minestra, riempito raso, livellando la superficie degli ingredienti solidi con un coltello.
CUCCHIAINO : quello da caffe, anch'esso raso.
BICCHIERE : da vino, riempito raso se si tratta di un ingrediente solido, mentre i liquidi vanno versati fino ad un cm circa dall'orlo.
TAZZINA : da caffè riempita come il bicchiere.
TAZZA :da caffelatte, anch'essa riempita come il bicchiere.

A quanto corrisponde?

Un cucchiaio:
10-12 ml di liquidi

6 gr di zucchero a velo, pangrattato e formaggio grattugiato 

8 gr di fecola e cacao

10 gr di farina bianca, olio e sale fino
12 gr di zucchero, sale grosso, uvetta, frutta secca tritata e panna liquida
15 gr di pastina, riso e burro (anche fuso)
20 gr di miele e confettura.

Un cucchiaino:
4 ml di liquidi
5 gr di sale grosso
3 gr di fecola e zucchero a velo, lievito in polvere
4 gr di farina bianca, zucchero, sale fino e olio
7 gr di confettura e miele

Una tazza:
240 ml di liquidi
120 gr di formaggio grattugiato, panna montata, pangrattato e burro (anche fuso)
280 gr di riso
300 gr di zucchero
350 gr di uvetta
140 gr di farina gialla
180 gr di farina bianca e frutta secca sgusciata
200 gr di legumi secchi
250 gr di pastina e latte evaporato

Una tazzina:
80 ml di liquidi
40 gr di farina bianca
70 gr di zucchero

Una manciata:
20 gr di pastina
30 gr di farina bianca
40 gr di riso e uvetta
80 gr di spaghetti

Voi sapete quanto pesa ?
La cup americana corrisponde all'incirca a 230 ml.
1 litro di olio = 900 gr.
1 litro di acqua = 1 chilo
un biscotto secco..........10 gr
una fetta biscottata.......10 gr
una fetta di pan carrè.....15 gr
una noce di burro...........15 gr
un panino.......................60 gr
un kiwi............................60 gr
un uovo..........................60 gr
una carota media............70 gr
un bicchiere di olio.......100 gr
una cipolla media..........120 gr
una zucchina media.......130 gr
una patata media............150 gr
un'arancia media............180 gr
un pomodoro medio.......180 gr
una melanzana media......250 gr
un cestino di fragole........280 gr

infine...
3 cucchiaini da caffè = 1 cucchiaio da minestra
16 cucchiai da minestra = 1 tazza da caffè/latte
2 tazze = mezzo litro
4 tazze = 1 litro
1 bicchiere da acqua = 2 decilitri
1 bicchiere da vino = 1 decilitro
1 zolletta di zucchero = 6 grammi circa

Peso delle uova:
1 uovo intero 55/60 grammi circa
1 tuorlo 20 grammi circa

1 albume 30 grammi circa

Oncia e libbra
1 oncia = poco meno di 30 grammi = 30ml. = 1/8 cup
2 once = 60 grammi = 60 ml. = 1/4 cup
3 once = 90 grammi = 90 ml. = 3/8 cup
4 once = 120 grammi = 120ml. = circa 115 grammi = 1/2 cup
5 once = 150 grammi = 150ml. = 5/8 cup
8 once =circa 230 grammi
1 libbra = 454 grammi
1 pinta = 0,47 litri
1 gallone = 3,78 litri



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